The Ugly segna il ritorno sul grande schermo di Yeon Sang-ho, regista diventato famoso al grande pubblico con Train to Busan. Presentato come un dramma con venature da thriller, questa pellicola sudcoreana approfondisce le zone d’ombra della storia recente del paese attraverso un’indagine familiare e intima. Il film sarà presto nelle sale francesi, e da poco è stata rilasciata la sua anteprima ufficiale.
Scritto e diretto da Yeon Sang-ho, The Ugly si inserisce in una filmografia sempre attenta a riflettere sulla violenza sociale, sulla memoria collettiva e sulle fragilità morali, temi già centrali in Seoul Station e Psychokinesis. Il cast comprende Park Jeong-min, Kwon Hae-hyo e Shin Hyun-been.
Nato cieco, un rinomato artigiano famoso per la bellezza delle sue sigilli, vive in isolamento con il suo unico figlio. La sua quotidianità viene sconvolta quando vengono ritrovate le ossa della moglie, scomparsa quarant’anni prima. Il figlio inizia così a indagare sul passato sepolto, svelando progressivamente segreti legati alla violenza, ai pregiudizi e a quello che il film definisce come la « bruttezza umana ».
Attraverso questa ricerca della verità, The Ugly costruisce un racconto a due linee temporali, mescolando dramma personale e riflessione storica, senza mai cadere nel sensazionalismo.
Con The Ugly, Yeon Sang-ho ha voluto creare un'allegoria di un momento cruciale della storia sud-coreana: gli anni '70, periodi dominati da un'ossessione nazionale per la crescita economica. Il personaggio del padre, Im Yeong-gyu, divenuto una figura rispettata nonostante la cecità, rappresenta questa successo elevato a modello. Al contrario, il figura della madre funziona come un portavoce dei violenze e delle esclusioni celate dietro questa narrazione ufficiale.
Il film analizza come una società possa contemporaneamente favorire il progresso materiale e alimentare la sofferenza personale, facendo dell’indagine del figlio un filo conduttore tra memoria privata e memoria collettiva.
The Ugly è stato girato in condizioni di produzione altrettanto sobrie: due settimane di preparazione, tredici giorni di riprese e un team ridotto a una ventina di persone. Per mancanza di ambientazioni naturali autentiche degli anni '70, il team ha deciso di costruire integralmente diversi set, tra cui le strade di Cheonggyecheon e una fabbrica tessile, ricreando con grande precisione il Seul dell’epoca.
Il costumista e scenografo Lee Mok-won ha fatto affidamento principalmente su archivi personali e fotografie d’epoca, mentre i costumi e il trucco sono stati studiati nei minimi dettagli per ricreare fedelmente un’epoca senza ricorso a effetti digitali.
La fotografia di Pyo Sang-woo si distingue per un uso deciso del colore: cinque palette rétro per le scene del passato e tonalità più fredde per quelle del presente. La colonna sonora originale, composta da Chai Min-joo, combina archi, texture sonore e percussioni elettroniche per creare una tensione costante e valorizzare l’aspetto spirituale della narrazione.
Il tutto crea una sceneggiatura semplice e sensoriale, dando priorità all’atmosfera e all’emozione rispetto a una narrazione esplicita.
Park Jeong-min affronta un défi majeur en incarnant deux incarnations différentes d’un même personnage à des périodes distinctes, dont celle d’un artisan aveugle. Pour ce rôle, il a porté des lentielles opaques, suivi une formation à la gravure de sceaux, et a lui-même créé certaines pièces visibles à l’écran. Kwon Hae-hyo reprend le même personnage à un âge avancé, utilisant une gestuelle soignée pour assurer la continuité.
Shin Hyun-been interpreta un personaggio il cui volto non viene mai mostrato, sviluppando la sua interpretazione esclusivamente attraverso la voce e il movimento del corpo. Una scelta che influisce direttamente sul montaggio e sull’illuminazione.
The Ugly
Film | 2026
Prochainement en salles
Drame, Thriller | Durée : 1h42
De Yeon Sang-ho | Avec Park Jeong-min, Kwon Hae-hyo, Shin Hyun-been
Titre original : Eolgul
Nationalité : Corée du Sud
Con The Ugly, Yeon Sang-ho approfondisce il suo racconto sulle divisioni sociali e morali, muovendosi su un registro più intimo rispetto alle sue precedenti opere, senza perdere di vista una forte matrice politica e storica.
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