Quando si evoca la foresta di Fontainebleau, si pensano alle rocce, agli arrampicatori e alle passeggiate domenicali. Rare sono le volte in cui si pensa a una chiesa fatta di bottiglie. Eppure, a Achères-la-Forêt, in Seine-et-Marne, si cela il Villaggio d'Arte Préludien, l'opera di una vita intera di Roger Chomeaux, detto Chomo. Siamo partiti per scoprirlo, e vi raccontiamo questa parentesi tra le più originali.
Va detto che questo luogo di arte brut è tutelato dal 2015 dall'Associazione degli Amici di Chomo, co-proprietaria dei locali. Lo apre al pubblico per alcuni fine settimana all’anno, dalla primavera alle prime tonalità dell'autunno.
Anche tu hai voglia di varcare la porta di un paese diverso dagli altri? In questo articolo ti raccontiamo la storia di Chomo, cosa si può scoprire sul posto e come organizzare la tua visita.
Per comprendere questo villaggio, bisogna prima capire l’uomo. Roger Chomeaux nasce il 28 gennaio 1907 a Berlaimont, nel Nord, in una famiglia modesta. A differenza di quanto si potrebbe pensare osservando le sue opere, non è affatto un autodidatta. Segue i corsi delle Scuole accademiche di Valenciennes, poi brilla alla École des beaux-arts di Parigi, dove ottiene diversi premi. Come Picasso, Paul Klee o Dubuffet, all’inizio possiede una solida formazione classica.
Marito e padre di quattro figli, disegna motivi per la casa Delarive come artista d'arredo, mentre sua moglie gestisce una piccola merceria di lana. Una vita piuttosto agiata, che la guerra viene a spezzare. Ritorna molto provato da un anno di cattività in Polonia e bussa invano alle porte delle gallerie parigine.
Durante la sua assenza, sua moglie ha acquistato un piccolo terreno ad Achères-la-Forêt. È lì che diventa custode delle api e scopre ciò che chiama i legni bruciati, quei pezzi di legno anneriti dal fuoco che trasforma in sculture. Nel maggio 1960, dopo una sola mostra alla galleria Jean Camion, in rue des Beaux-Arts, prende una decisione radicale: non tornerà mai più in città.
Per quasi quarant'anni, fino alla sua morte il 19 giugno 1999, visse come eremita tra i boschi, in grande miseria, incrociando piccoli lavori per sussistere. Dicendosi ispirato dall'Invisibile, sogna di spodestare il bronzo usando tutti i materiali di scarto a sua disposizione.
Un aneddoto ci ha particolarmente colpiti sul personaggio. Chomo accoglieva i visitatori invitandoli a fare un sogno insieme a lui, e amava battezzarli. Amélie Danchin, ex presidente dell'associazione, racconta sul sito degli Amis de Chomo di aver ricevuto il soprannome di Stella della Sera nel 1977. Si può ben immaginare la scena, tra l’odore del legno e il ronzio delle arnie.
Fin dai primi passi sul sito si capisce che non si tratta di un museo classico. Il percorso conduce all’ingresso del paese e lungo la strada fanno capolino già alcune opere.
Niente vetrine, niente cartelli allineati, ma tre architetture-sculpture adagiate tra gli alberi, costruite per accogliere le sue opere. Gesso, rete metallica, bottiglie e legno morto: tutto ciò che gli altri buttavano diventa qui materia di creazione. Il LaM di Villeneuve-d'Ascq, punto di riferimento dell'arte brut in Francia, cita peraltro il sito tra le case e giardini singolari del paese.
Uno dei nostri colpi di cuore va senza dubbio all'Chiesa dei Poveri e alla sua rosone realizzato con bottiglie colorate. Quando il sole la attraversa, ricorda una vetrata di recupero, più vicina a un caleidoscopio che a una cattedrale gotica. Un dettaglio semplice, ma che dona tutta la sua poesia al luogo.
Il Santuario dei Boschi Bruciati raggruppa queste sculture in legno carbonizzato che hanno reso celebre l'artista. Terza tappa, il Rifugio, coperto di cofani di automobili e restaurato negli ultimi anni, ricorda una corazza di tartaruga metallica arenata tra felci. Su poco più di un ettaro, ogni angolo riserva una sorpresa.




Non bisogna nemmeno perdere la Cappella del pizzo.
Si può anche salire un po' più in alto per scoprire proiezioni che raccontano l'opera e la vita dell'artista, prima di concludere davanti a un blocco di pietra dalle tonalità azzurre. 



Negli anni settanta e ottanta queste strane costruzioni finiscono al centro di numerosi reportage, e l’universo di Chomo conquista una fama internazionale tra gli appassionati d’arte outsider. Spesso lo si paragona a Salvador Dalí o al fattorino Cheval e al suo Palazzo Ideale. Due costruttori ostinati, che hanno trascorso decenni a dare vita a un mondo nato dalle loro mani.
Il sito apre di consueto nei primi e terzi fine settimana del mese, da aprile a ottobre, oltre che in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio. Il calendario e gli orari di ogni stagione sono pubblicati sul sito dell'associazione. L’ingresso costa 6 €, con tariffa ridotta a 3 € per i disoccupati, i titolari di reddito minimo, i giovani dai 6 ai 18 anni e le persone con disabilità. È gratuito per i minori di 6 anni, e consigliamo di acquistare i biglietti in anticipo sulla biglietteria HelloAsso dell'associazione.
Il villaggio si trova sulla strada Paris-Forêt, all’uscita di Achères-la-Forêt sulla D63, in direzione Milly-la-Forêt e Vaudoué. Piccolo punto di attenzione: i parcheggi nei pressi del sito possono essere limitati, soprattutto dopo episodi di incendio boschivo. L’associazione invita a utilizzare il car sharing e il trasporto su richiesta, e indica le condizioni di accesso aggiornate nella sua pagina informazioni pratiche.
Gruppi di oltre 15 persone possono organizzare una visita su appuntamento tutto l'anno. E se venite con i bambini, l'associazione propone un quaderno di gioco, Sulla pista dei segreti del Villaggio di Chomo, che trasforma la scoperta in una vera caccia agli indizi.
Perché non esiste molto di simile nell'Île-de-France. Il village de Chomo si rivolge agli amanti dell'arte singolare, ai curiosi di storie fuori dal comune e alle famiglie che apprezzano uscite che si distinguono dall'ordinario. Si va sia per l'atmosfera sia per le opere, e se ne esce con la sensazione di aver scoperto un uomo tanto quanto un luogo.
Il sito è fragile e si svolge all’aperto: indossate scarpe adeguate al terreno bos coso e vestitevi in base alle condizioni meteorologiche del giorno. Fuori stagione, che va da aprile a ottobre, bisogna pazientare fino al ritorno delle belle giornate.
Se l'arte brut vi ha spinto ad andare oltre, due indirizzi prolungano bene l'esperienza. A Parigi, ai piedi della collina di Montmartre, la Halle Saint-Pierre dedica le sue mostre all'arte brut, naïf e singolare. Un bel modo per ritrovare in città lo spirito libero di Chomo.
E per restare nella foresta, verso Milly-la-Forêt, nell'Essonne, a pochi chilometri da Achères. Lì, un altro gigante nato dal riuso aspetta i passeggiatori tra i boschi: il Il Ciclop di Jean Tinguely. Questa scultura monumentale alta oltre 22 metri è stata pensata insieme a Niki de Saint Phalle e a un gruppo di amici artisti a partire dal 1969.
Costruito senza autorizzazioni e con materiali riciclati, il Cyclop è stato inaugurato solo nel 1994, venticinque anni dall’inizio dei lavori. La testa di metallo ricoperta di specchi e i meccanismi in movimento ne fanno un curioso cugino delle capanne di Chomo, versione meccanizzata. Si visita solo con tour guidati, soprattutto nei fine settimana dalla primavera all’autunno. Tutte le informazioni sul sito ufficiale del Cyclop.
La parola finale : dopo questa visita si ricorda soprattutto che non è necessario allontanarsi molto da Parigi per incontrare destini fuori dal comune. Tra le bottiglie di Chomo e gli ingranaggi di Tinguely, ai margini della foresta di Fontainebleau si racconta un'altra storia dell'arte, più libera e più tenace. Il nostro consiglio: fate entrambe nello stesso weekend, iniziando da Achères-la-Forêt e terminando di fronte all'occhio dorato del Cyclop.
Date e orari di apertura
Da 3 ottobre 2026 a 18 ottobre 2026
Posizione
Villaggio d'arte preludio di Chomo
24 Rue de Paris-Forêt
77760 Acheres la Foret
Pianificazione del percorso
Tariffe
Moins de 6 ans : Gratuito
Billets visite libre : €3 - €5
Billets visites guidées : €5 - €10
Età consigliata
Per tutti
Sito ufficiale
www.amisdechomo.com
Prenotazioni
www.helloasso.com























































