Fotografie giapponesi della BnF: la mostra che ripercorre l’evoluzione della pratica fotografica in Giappone dal 1945

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Da Caroline de Sortiraparis · Foto di Caroline de Sortiraparis · Aggiornato il 28 settembre 2026 alle 18:38
Dal 30 settembre 2026 al 31 gennaio 2027, la BnF François-Mitterrand mette in luce la fotografia giapponese dall’immediato dopoguerra, esponendo gli scatti di un centinaio di artisti, famosi e meno noti. L’occasione per scoprire reportage realistici, lavori intimi o allestimenti scenici di stampo teatrale realizzati da Hiroshi Hamaya, Ken Domon, Shigeo Gochō, Eriko Koga, Shōji Ueda, nonché Yoshi Takata, Sayuri Ichida e Koichiro Kurita.

Lo sapevate? Dalla fine degli anni Sessanta, la Biblioteca Nazionale di Francia si è interessata alla fotografia giapponese moderna e contemporanea. Oggi questo fondo ospita quasi 4.000 stampe realizzate da una cinquantina di artisti e reporter, oltre a una centinaia di riviste e volumi emblematici che raccontano l’evoluzione della fotografia giapponese dal 1945. È proprio ciò che vi propone di scoprire la galleria 2 della BnF François-Mitterrand in questo autunno e in questo inverno, mentre quest’anno celebriamo il bicentenario della fotografia.

Intitolata "Fotografie giapponesi della Bibliothèque nationale de France. 1945-2025. Scenari, segni, sensazioni", questa mostra raccoglie gli scatti di circa un centinaio di artisti, tra i quali nomi oggi ampiamente affermati sulla scena internazionale, ma anche figure meno in evidenza.

Dal 30 settembre 2026 al 31 gennaio 2027, i visitatori potranno esplorare l’evoluzione della pratica fotografica in Giappone negli ultimi ottant’anni, grazie a 300 opere esposte, tra cui 250 stampe fotografiche, per lo più in bianco e nero, e a una cinquantina di volumi rari provenienti dalle collezioni della BnF.

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Per l'occasione, il percorso si divide in sei sezioni e, per ognuna di esse, un focus dedicato a un fotografo o una fotografa. La prima parte ci immerge nella fotografia di reportage e nel realismo. Attraverso scatti di Hiromi Tsuchida o anche di Ken Domon, considerato il maestro del realismo giapponese, l'esposizione esplora una certa forma di resilienza dopo il trauma nucleare, tornando al tempo stesso all’aspirazione verso la modernità e alle tradizioni ancestrali. Hiroshi Hamaya ci accompagna, ad esempio, alla scoperta delle aree rurali isolate e dure del nord del Giappone.

Nella seconda sezione della mostra, la BnF François Mitterrand mette in luce opere più intime, dove la banalità si tinge di straniamento. La Galleria 2 dell’edificio svela scatti realizzati negli anni 1960-1980 firmati Shigeo Gochō, Tokuko Ushioda o ancora Eriko Koga, che in particolare ha visitato per sei anni una coppia di anziani nel quartiere di Asakusa a Tokyo.

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Si passa quindi alla terza sezione dell'esposizione dedicata alla fotografia più teatrale. Qui si ammirano corpi messi in scena da Shōji Ueda, figura unica del Giappone del dopoguerra, ma anche dalla fotografa contemporanea Mami Kiyoshi oppure da Eikoh Hosoe, esponente dell'avanguardia giapponese degli anni 1950-1970.

L'esposizione esplora anche il legame di alcuni artisti con Parigi, tra cui Keiichi Tahara, o ancora Yoshi Takata. Quella che veniva soprannominata la giapponese più parigina e che era diventata fotografa per lo stilista Pierre Cardin mette in luce qui scene fuori tempo rispetto al Maggio del ’68. I visitatori possono inoltre ammirare gli scatti di Kenzo Takashima, appassionato di ritratti catturati per strada e nei mercati.

Infine, la mostra analizza le calligrafie del mondo accanto a Sayuri Ichida o Toshio Shibata, per calarci in un universo di sensazioni e atmosfere, con scatti più cupi, ma incredibilmente sublimi, firmati da Satoru Kondo, Hiroshi Hamaya o Toshiko Hashimoto, noto anche per i suoi fotogrammi granulosi. Segnaliamo anche i bellissimi tiraggi di queste ultime foto esposte, tra cui una stampa in platino-palladio di Koichiro Kurita.

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Con circa 300 opere esposte per l'occasione alla BnF, l'installazione merita una sosta prolungata. Sarebbe un peccato visitarla di corsa e farsi sfuggire alcuni veri capolavori. Attenzione, se amate i cliché a colori, rischiate di restare delusi, perché la mostra propone perlopiù fotografie in bianco e nero. D'altra parte, grazie alla sua varietà e ricchezza, l'esposizione offre una prospettiva diversa sulla fotografia giapponese.

I diversi movimenti artistici presentati in questa occasione offrono anche l’occasione di analizzare l’evoluzione della pratica fotografica in Giappone negli ultimi ottant’anni. L’insieme delle opere propone una splendida immersione nella società giapponese e nella sua storia. Per vivere appieno questa immersione artistica, vi invitiamo quindi al BnF François-Mitterrand dal 30 settembre 2026 al 31 gennaio 2027.

Informazioni pratiche

Date e orari di apertura
Da 30 settembre 2026 a 31 gennaio 2027

× Orari di apertura approssimativi: per confermare gli orari di apertura, si prega di contattare la struttura.

    Posizione

    Quai François Mauriac
    75013 Paris 13

    Pianificazione del percorso

    Tariffe
    Tarif réduit : €10
    Plein tarif : €15

    Sito ufficiale
    www.bnf.fr

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