Mostra La stoffa dell’artista al Museo Bourdelle: ciò che gli abiti raccontano dei grandi artisti - le nostre foto

Da Laurent de Sortiraparis · Foto di Laurent de Sortiraparis · Aggiornato il 22 settembre 2026 alle 15:49
Il Museo Bourdelle presenta a Parigi, dal 23 settembre 2026 al 24 gennaio 2027, La stoffa dell'artista, una mostra dedicata agli abiti e all'immagine pubblica degli artisti. Oltre 50 pezzi tessili, accessori e oggetti indossati rivelano come camicie, costumi e abiti eccentrici abbiano modellato l'identità degli artisti, da Rosa Bonheur a Sonia Delaunay.

Tutto inizia in un armadio del Museo Bourdelle... Nel 2020, diversi vestiti di Antoine Bourdelle, tra cui i suoi abiti da lavoro, riemergono nell’ex appartamento della figlia Rodhia. Questa scoperta dà origine a L’Étoffe de l’artiste, mostra in programma nel XV arrondissement di Parigi dal 23 settembre 2026 al 24 gennaio 2027. Per cinque anni, i curatori esplorano archivi, collezioni pubbliche e fondi privati per capire come gli artisti, tra la fine del XIX e la metà del XX secolo, abbiano usato i propri abiti per lavorare, distinguersi e costruire la propria immagine. Il risultato fa dialogare oltre 50 pezzi tessili, accessori e oggetti indossati con 50 fotografie, 33 pitture, 12 disegni e 9 sculture.

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Qui l’abito non è mai solo un tessuto. Abito accademico, camice da laboratorio, cappotto sfilacciato, salopette, costume folkloristico o silhouette volutamente stravagante: ogni capo racconta una posizione sociale, un modo di lavorare e una certa idea dell’artista. Alla fine del XIX secolo alcuni reclamano ancora la loro discendenza dai maestri antichi, mentre altri scambiano l’abito rispettabile con la camicia da operaio o con l’andatura stropicciata del bohémien.

All'inizio del Novecento, gli abiti cominciano davvero a parlare. Da strumenti di costume diventano manifesti politici, prolungamenti dell’atto creativo, affermazioni culturali o palcosceniche di sperimentazione sul tema del genere. Gli artisti non si limitano più a scegliere i vestiti: costruiscono una silhouette, affinano una firma e, talvolta, cuciscono in prima persona la loro leggenda.

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Il percorso si sviluppa lungo undici sezioni cronotematiche:

  • Ereditare e riconoscersi: houppelandes ispirate al Rinascimento e il costume da accademico ricamato con foglie d’olivo, l’abito segna la filiazione e il successo. Le rosette della Légion d’honneur di Antoine Bourdelle e di Rosa Bonheur, così come la giacchetta con brandebordi di quest’ultima, richiamano l’importanza delle onorificenze ufficiali.
  • Fare artista : cappello morbido, cravatta a farfalla e paletò logoro alimentano il mito del creatore bohème. Fissata da Henri Murger in Scènes de la vie de bohème, questa immagine del « rapin » marginale è ampiamente diffusa dalla stampa e dalle caricature, anche quando pittori come Édouard Manet preferiscono l’habitt nero, perfettamente rispettabile.
  • Proteggersi e Prendere in Prestito : gli artisti attingono dai costumi contadini, operaïci e artigianali. La camicia di lino indaco ricamata di Gustav Klimt, l’abbigliamento pensato da Bourdelle, la tuta da carpentiere, la salopette o la combinazione raccontano un nuovo rapporto con il lavoro manuale. Anche Suzanne Bizard, Marguerite Huré, Ossip Zadkine, Constantin Brancusi o Pierre Soulages adottano questi indumenti pratici.
  • Partire : il treno facilita le partenze verso la Bretagna e Pont-Aven, dove i gilet ricamati diventano un chiaro segno di distacco dalla moda parigina. Il percorso affronta anche le appropriazioni vestimentarie legate all’orientalismo coloniale, così come gli abiti mistici dei Nabis Paul Ranson, Paul Sérusier e Jan Verkade.
  • Sconvolgere i codici di genere : Louise Abbéma, Ottilie Roederstein, Romaine Brooks o Marie Laurencin ribaltano i codici dell’abbigliamento maschile, tra completi, cravatte, papillon e capelli corti. Claude Cahun costruisce silhouette volutamente indeterminate, mentre Marcel Duchamp crea il suo alter ego Rrose Sélavy. L’abbigliamento maschile di Anton Prinner è, invece, presentato come l’affermazione del suo cambiamento di sesso.
  • Distinguersi e Ritrovarsi : nei circoli dadaisti e surrealisti, l’escentricità diventa quasi una professione. Léonor Fini moltiplica maschere e costumi, Foujita plasma un look immediatamente riconoscibile e Salvador Dalí trasforma i baffi in una firma. Altri artisti rivendicano o ricompongono le loro radici, come Alfons Mucha, Frida Kahlo, Baya o Foujita, tra camicia slave, abbigliamento Tehuana, vestiti Kabyle e tessuti giapponesi.
  • Trasformare la realtà e sostituirsi : i futuristi italiani, Giacomo Balla in testa, immaginano costumi colorati in grado di accompagnare una rivoluzione sociale e estetica. Thayaht inventa la Tuta, Varvara Stepanova la prozodezhda, mentre Sonia Delaunay veste l’élite parigina con i suoi «tessuti simultanei». Dopo il 1945, l’abbigliamento diventa talvolta opera o materiale: il cappotto di feltro di Joseph Beuys e le camicie incorporate nelle arazzi di Josep Grau-Garriga finiscono quasi per sostituire il corpo dell’artista.

Frutto di cinque anni di ricerche, la mostra beneficia di prestiti dal Museo d'Orsay, dal Museo delle Arti decorative, dal Museo d'Arte Moderna di Parigi, dal Palazzo Galliera, dalla casa-studio Foujita, dal Wien Museum, dal Städel Museum e da numerose collezioni private. Quasi un quarto degli artisti rappresentati sono donne.

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Alla parte finale si ricorda quanto certi vestiti e accessori abbiano finito per sostituire i volti nell’immaginario collettivo. La maglia a righe di Picasso, gli occhiali di Le Corbusier, la pettinatura di Foujita o i baffi di Dalí bastano a far riaffiorare il proprietario. L’étoffe de l’artiste mostra così che l’autoritratto non si dipinge solo su una tela: può anche essere ritagliato, ricamato e indossato.

Presentata al Musée Bourdelle, l’esposizione è aperta dal martedì alla domenica, dalle 10:00 alle 18:00, con l’ultimo ingresso alle 17:15. Il biglietto è offerto a 12 euro a prezzo pieno e 10 euro ridotto; l’accesso alle collezioni permanenti resta gratuito.

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Informazioni pratiche

Date e orari di apertura
Da 23 settembre 2026 a 24 gennaio 2027

× Orari di apertura approssimativi: per confermare gli orari di apertura, si prega di contattare la struttura.

    Posizione

    16/18, rue Antoine Bourdelle
    75015 Paris 15

    Pianificazione del percorso

    Tariffe
    Tarif réduit : €10
    Plein tarif : €12

    Sito ufficiale
    www.bourdelle.paris.fr

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