Regista inafferrabile e figura tutelare della Nouvelle Vague, Jean-Luc Godard ha lasciato un segno profondo nella Ville Lumière, sia attraverso le sue riprese per le strade della capitale che attraverso il suo impegno artistico e politico. Oggi Parigi ha conservato le tracce visibili e invisibili di quest'epoca brulicante, quando si discuteva di regia all'angolo di un caffè, quando ogni strada poteva diventare un set e il cinema sognava la libertà.
Dalla Cinémathèque française alle rive del 5ᵉ arrondissement, partite sulle orme parigine di questo impareggiabile cineasta, alla scoperta dei luoghi parigini che testimoniano la creatività e la rivoluzione estetica di Jean-Luc Godard.
Figura totemica della Nouvelle Vague, Jean-Luc Godard (1930-2022) ha stravolto il cinema con il suo film Senza fiato, uscito nel 1960, utilizzando tagli a salto, rompendo la quarta parete ed esplorando un'estetica libera e moderna. In qualità di critico per i Cahiers du cinéma, ha sostenuto una reinvenzione radicale del linguaggio cinematografico e ha continuato a dirigere opere come Alphaville, Pierrot le Fou e La Chinoise, in cui politica e forma si sono intrecciate per il meglio.
I Giardini del Lussemburgo (6ᵉ arr.). È qui che il regista ha girato uno dei suoi primi cortometraggi.
Rue Campagne-Première (14ᵉ arr.). Uno dei luoghi chiave durante le riprese di "Senza respiro", dove Godard ha filmato Jean-Paul Belmondo e Jean Seberg, così come la rue de Buci (6ᵉ arr.), le rive della Senna intorno a Saint-Michel (6ᵉ arr.), le Tuileries, la cattedrale di Notre-Dame...
Rue de Miromesnil (8ᵉ arr.). Il film La Chinoise è stato in parte girato nell'appartamento di Godard e della sua compagna Anne-Marie Miéville in rue de Miromesnil.
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Cineclub e cinema d'essai nel Quartiere Latino (5ᵉ arr.). Godard, Truffaut, Chabrol, Rohmer e Rivette si incontravano spesso nei cineclub intorno alla Sorbona che Godard frequentava, in particolare il Ciné-Club du Quartier Latin e quelli affiliati alla Cinémathèque française; veri e propri incubatori e luoghi di incontro per critici e futuri registi.
La Cinémathèque française (12ᵉ arr.). Jean-Luc Godard scopre il cinema alla Cinémathèque française, sotto la direzione di Henri Langlois. Negli anni Cinquanta ne frequenta assiduamente le proiezioni e i programmi, che diventano per lui una vera e propria scuola. Questa istituzione fu il luogo cardine in cui Godard, Truffaut, Rohmer e Rivette - la futura generazione della Nouvelle Vague - crebbero come"figli della Cinémathèque". Durante l'Affare Langlois del febbraio 1968, Godard si impegnò con passione e divenne uno dei membri fondatori del Comité de défense de la Cinémathèque française, insieme a molti altri cineasti. Partecipa alle manifestazioni e sostiene pubblicamente la reintegrazione di Langlois, che avviene finalmente nell'aprile del 1968. Questo movimento fu uno dei simboli della lotta per una cultura cinematografica libera e un preludio agli eventi del maggio 1968.
Café La Favorite (boulevard Saint-Michel). Nell'autunno del 1968, quando Godard inizia la sua svolta radicale, incontra Jean-Henri Roger - regista e attivista del gruppo Dziga Vertov - per colazioni politiche e cinefile.
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Posizione
Quartiere latino
9 rue Champollion
75005 Paris 5







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