Conoscete questa enigmatica "Grotta delle Fate" nelle Yvelines, testimonianza del Neolitico?

Da Rizhlaine de Sortiraparis · Aggiornato il 10 dicembre 2025 alle 18:27 · Pubblicato su 10 dicembre 2025 alle 15:59
A Brueil-en-Vexin, nelle Yvelines, un’antica struttura di pietra, risalente a diversi millenni, continua ad affascinare escursionisti e appassionati d’archeologia. Conosciuto come “la Grotta delle Fate”, questo reperto neolitico è avvolto da leggende… ma nasconde soprattutto un’autentica pagina della preistoria.

Se amate passeggiate immerse nella natura con una punta di mistero, la meta è la Cueva delle Fate, a Brueil-en-Vexin, un incantevole villaggio bucolico dei Vexin. Questa curiosità si rivela lungo un sentiero escursionistico, in un angolo tranquillo e boscoso. Basta alzare gli occhi e osservare le pietre erette per rendersi conto che quello che sembra una semplice rovina è in realtà uno dei monumenti funerari più antichi dell’Île-de-France.

Una leggendaria “cantina” storica

Perché si chiama «Cueva delle Fate»? La risposta si trova, come spesso accade, nell’immaginario popolare, spesso molto ricco e fantasioso. La forma seminterrata dell’edificio, la sua aura un po’ misteriosa, le pietre imponenti e l’isolamento hanno alimentato leggende fantastiche. Un tempo si raccontava che una mucca bianca uscisse da lì a mezzanotte, oppure che uno spirito senza testa, chiamato Blaisot, vagasse nelle serate nebbiose per smarrire i viaggiatori. I bambini del luogo avevano talvolta paura, e questa paura ha probabilmente aiutato a preservare il sito, poiché si evitava di avvicinarsi troppo. Tuttavia, anche se il nome evoca la magia e il fascino, è proprio la storia — con la H maiuscola — che si trova sul posto a fare la sua parte.

Una tomba del Neolitico, e non una cantina medievale

Contrariamente a quanto pensano alcuni, si tratta assolutamente di un rifugio medievale o di un passaggio sotterraneo. La “Cava delle Fate” è in realtà una galleria coperta, ovvero una sepoltura collettiva risalente al Neolitico, probabilmente costruita intorno al 2200 a.C.

Il sito era destinato a seppellire i membri di una stessa comunità. Durante gli scavi archeologici condotti alla fine del XIX secolo, gli studiosi hanno rinvenuto i resti di almeno 150 individui, accompagnati da oggetti funerari: strumenti in selce, ceramiche, gioielli… tutto ciò che si poteva offrire per accompagnare i defunti nell’aldilà.

Allora, perché questa confusione con il Medioevo? Semplicemente perché per molto tempo si è ignorata la sua vera origine. Senza immaginarsi una tomba di 4.000 anni fa, gli abitanti della zona hanno elaborato leggende basandosi su ciò che vedevano: una sorta di sepolcro di pietra, misterioso, certamente antico… quindi considerato medievale. Ma le ricerche archeologiche sono categoriche: questa struttura risale a un periodo molto anteriore ai tempi dei cavalieri.

Una passeggiata insolita nel Vexin

Il modo migliore per scoprire la Grotte delle Fate è inserirla in un’escursione nel parco naturale regionale del Vexin francese. I dintorni sono splendidi, tra campi, boschi e villaggi dal fascino rurale. È possibile estendere la visita verso il villaggio di Brueil-en-Vexin o proseguire fino a La Roche-Guyon, un'altra gemma della zona.

Se siete appassionati di luoghi insoliti, storie affascinanti da condividere e passeggiate immersi nel verde, questa location discreta ma ricca di storia merita senz'altro una visita. Non bisogna credere alle fate per lasciarsi conquistarne un po’.

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Informazioni pratiche

Posizione

la cave aux fées
78440 Brueil en Vexin

Pianificazione del percorso

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