Il parco Dragon Ball vedrà davvero la luce alle porte di Parigi? Nella Val-d'Oise, a Courdimanche, vicino a Cergy-Pontoise, il vasto complesso di divertimenti annunciato per il 24 agosto 2026 da Emmanuel Macron e dal principe ereditario dell'Arabia Saudita Mohammed ben Salmane sta già incontrando una frena seria. La causa: lo studio giapponese Toei Animation Co., Ltd., uno dei titolari dei diritti dell'amatissimo anime, che nega qualsiasi partenariato per un parco sul suolo francese.
Nella sua nota ufficiale, la società giapponese si mostra categorica. Spiega che alcuni media hanno recentemente evocato un parco a tema Dragon Ball in Francia, ma né lei né gli altri detentori dei diritti hanno concesso la minima autorizzazione, e che nessun fatto di questo tipo le è noto. Lo studio precisa persino che le immagini e i video ripresi in diversi articoli non riguardano il progetto della regione Île-de-France, contribuendo ampiamente a creare confusione.
Gli altri attori della licenza mantengono lo stesso tono prudente. Bandai Namco Entertainment, altro possibile detentore dei diritti, ha rifiutato di commentare all'AFP, mentre una portavoce di Shueisha, l'editore giapponese dei manga di Dragon Ball, ha dichiarato di non avere nulla a che fare con questo progetto. Da parte sua, la Qiddiya Investment Company (QIC) si era già mostrata molto più misurata dell'Élysée, limitandosi a parlare di colloqui in corso con grandi marchi internazionali, senza mai confermare esplicitamente la presenza di Son Goku nel Val-d'Oise.
Per ora, l'unico parco Dragon Ball davvero in cantiere si trova a migliaia di chilometri di distanza, a Qiddiya City, in Arabia Saudita. Questa nuova città, promosso da QIC, ospiterà anche un percorso golfistico e un circuito di velocità. È proprio questo progetto saudita, con la statua gigante di Shenron, a fungere da vetrina e a nutrire l'immaginario sul futuro sito francese, senza che alcun piano specifico per Cergy sia ancora stato reso pubblico.
Il complesso della grande Île-de-France, però, non è affatto abbandonato. Sono stati annunciati investimenti da sei miliardi di euro, interamente sauditi, per questo sito installato sulle rovine del vecchio parco Mirapolis, a circa 35 chilometri a nord-ovest di Parigi. Il progetto prevede diversi parchi, strutture ricettive, attrezzature culturali e sportive, ma anche alloggi popolari e per studenti. L’unica tematica Dragon Ball, invece, resta legata a un accordo di licenza che non esiste ancora.
Rimane la questione del calendario, e non è una questione da poco. Costruire un parco divertimenti non è mai impresa facile: il cantiere si protrae per diversi anni, senza una data di apertura fissata al momento, viste le numerose tappe regolamentari. A titolo di confronto, The Walt Disney Company aveva annunciato già nel 2018 la sua estensione dedicata a La Regina delle Nevi, che alla fine è stata inaugurata a fine marzo 2026 per due miliardi di euro. Si profila un orizzonte intorno al 2032 per il sito di Cergy, destinato a creare 22.000 posti di lavoro diretti, contro 20.000 a Disneyland Paris.
Ad oggi, né Qiddiya né l'Élysée hanno risposto in dettaglio alla smentita di Toei Animation. Il mega-complesso della Val-d'Oise potrebbe quindi prendere vita sotto una bandiera ben diversa se non dovesse essere trovato alcun terreno d'intesa con i detentori giapponesi dei diritti. In altre parole, il sogno di un Kamehameha in grandezza reale alle porte di Parigi resta, per ora, legato a una firma che non è ancora stata apposta.
Per restare aggiornati sull'evoluzione di questa vicenda, trovate il nostro articolo sui tre parchi di divertimento confermati vicino a Cergy e il nostro approfondimento sulle attrazioni possibili e la data di apertura prevista.
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