La Nuit des Musées, è l’occasione per scoprire numerosi musei e monumenti che magari non conosciamo bene, o per riscoprire luoghi che credevamo di conoscere a memoria. Durante questa serata, molti templi della cultura ci aprono gratuitamente le porte, per mettere in luce le loro collezioni e le loro ricchezze. L'Institut du Monde Arabe non fa eccezione e ci invita a scoprire i suoi tesori e il suo programma questo sabato 23 maggio 2026.
All'interno dell'Institut du Monde Arabe, si può passeggiare tra le collezioni permanenti del museo per scoprire la storia e le culture dei Paesi arabi. In meno di 40 anni, questo museo, inaugurato nel 1987, è diventato un luogo chiave per comprendere meglio la lingua e la cultura araba, grazie alle sue mostre educative e di attualità. Questo spazio multidisciplinare mette in luce gli artisti del mondo arabo e crea un ponte culturale tra l'Europa, la Francia e il mondo arabo.
L'IMA ci invita dunque a vivere una serata speciale il 23 maggio 2026, in occasione della 22ª edizione della Notte dei Musei. È l’opportunità di godere gratuitamente delle novità del luogo e di trascorrere una serata all’insegna della cultura!
Nel 2021, il museo dell’Institut du monde arabe riceve una generosa donazione: un insieme di archivi, ceramiche dipinte e numerose tavole eseguite a gouache, realizzate a fine anni Sessanta durante laboratori di socialità-terapia condotti presso l’ospedale psichiatrico di Blida-Joinville (HPB), istituzione algerina legata alla figura simbolo di Frantz Fanon.
Ecco questa donazione messa in luce nel contesto storico.
L’ospedale psichiatrico di Blida-Joinville (HPB) fu fondato nel 1933. Frantz Fanon (1925-1961), medico psichiatra e grande figura dell’anticolonialismo, vi esercitò come medico responsabile tra il 1953 e il 1956; l’ospedale porterà il suo nome all’indipendenza del paese. In rotta con la psichiatria coloniale, Fanon rinnova l’approccio psichiatrico adattandolo al contesto culturale locale e sociale dei degenti. Con questi ultimi e con il team medico definisce un tessuto sociale all’interno dell’istituzione, proponendo tra l’altro attività manuali, musicoterapia e pratica sportiva, per favorire l’espressione dei pazienti in vista della possibile guarigione e del reinserimento nella società.
Alla fine degli anni Sessanta, i successori di Fanon sviluppano questa pratica di terapia sociale. A testimoniarlo sono i laboratori di disegno che danno origine a questo ricco complesso di dipinti a gouache. Il disegno diventa un vero e proprio medium di espressione per i pazienti.
L’esposizione interroga il contenuto di questi dipinti mettendo in luce la dimensione umana dei degenti che li hanno realizzati; e, attingendo alle archivi della donazione, mette in risalto il contesto storico in cui si inscrivono gli apporti dei laboratori artistici all’ospedale.
Vieni a vivere la Nuit des Musées 2026 all'IMA!
In occasione dell’evento, l’Istituto apre eccezionalmente le porte in orario serale e propone un’immersione nel cuore delle sue collezioni e delle grandi mostre in corso.
“Visite lampo” del museo guidate da relatori dalle 19.30 alle 22.30
Nel programma, la visita libera e gratuita delle collezioni permanenti, delle esposizioni “Tentare l’arte per curarsi” e “Libia, patrimonio rivelato”, e delle due grandi mostre attuali: “Byblos, città millenaria del Libano” e “Schiavi nel Mediterraneo, XVII–XVIII secolo”. Senza dimenticare animazioni, mediazioni e interventi artistici per un’esperienza ancora più coinvolgente!
L’esposizione Schiavi nel Mediterraneo. XVII–XVIII secolo esplora in particolare la presenza e le testimonianze spesso dimenticate dei nordafricani e di alcuni africani dell’Ovest ridotti in schiavitù in Europa. Centrata sui porti di Francia, Italia e sull’isola di Malta dal XVII secolo fino agli anni 1830, mette in luce le esperienze e le rappresentazioni di questi esseri umani costretti a lavori di galera, servi, traduttori, musicisti e assistenti di artisti.
Riflette l’impatto profondo di questa storia sulle culture materiali d’Europa, offrendo una vasta gamma di opere d’arte sorprendenti e raramente esposte: un disegno dal vero di uno schiavo musulmano realizzato dal pittore capo di Luigi XIV, Charles Le Brun; opere che raffigurano o si ispirano al celebre monumento di Pietro Tacca noto come i “Quattro Mori”; dipinti che ritraggono la repressione di una rivolta di schiavi a Malta nel 1749; un album di disegni eccezionali di Fabroni raffiguranti galleymen al lavoro e a riposo; e altri e oggetti notevoli come armi marittime, sculture di navi, talismani e lettere scritte da captivi musulmani e cristiani, lette ad alta voce.
Infine, un’opera di arte contemporanea inedita, Suspended in Time, dell’artista Kevork Mourad, aprirà prospettive su cosa sia diventata questa lunga storia: dall’oblio successivo alla presa di Algeri da parte delle truppe francesi nel 1830 ai dibattiti attuali sulle opere d’arte che hanno rappresentato l’esclavage, comprese i Quattro Mori.
L’esposizione Schiavi nel Mediterraneo. XVII–XVIII secolo esplora in particolare la presenza e le testimonianze spesso dimenticate dei nordafricani e di alcuni africani dell’Ovest ridotti in schiavitù in Europa. Centrata sui porti di Francia, Italia e sull’isola di Malta dal XVII secolo fino agli anni 1830, mette in luce le esperienze e le rappresentazioni di questi esseri umani costretti a lavori di galera, servi, traduttori, musicisti e assistenti di artisti.
Riflette l’impatto profondo di questa storia sulle culture materiali d’Europa, offrendo una vasta gamma di opere d’arte sorprendenti e raramente esposte: un disegno dal vero di uno schiavo musulmano realizzato dal pittore capo di Luigi XIV, Charles Le Brun; opere che raffigurano o si ispirano al celebre monumento di Pietro Tacca noto come i “Quattro Mori”; dipinti che ritraggono la repressione di una rivolta di schiavi a Malta nel 1749; un album di disegni eccezionali di Fabroni raffiguranti galleymen al lavoro e a riposo; e altri e oggetti notevoli come armi marittime, sculture di navi, talismani e lettere scritte da captivi musulmani e cristiani, lette ad alta voce.
Infine, un’opera di arte contemporanea inedita, Suspended in Time, dell’artista Kevork Mourad, aprirà prospettive su cosa sia diventata questa lunga storia: dall’oblio seguito alla presa di Algeri da parte delle truppe francesi nel 1830 ai dibattiti contemporanei sulle opere d’arte che hanno rappresentato l’esclavage, inclusi i Quattro Mori.
**Scoprite la selezione della libreria legata alla mostra**
Vieni a trascorrere la Nuit des musées 2026 all'IMA!
Per l’occasione, l’Istituto apre eccezionalmente le porte anche di notte e propone un’immersione nel cuore delle sue collezioni e delle grandi esposizioni.
“Visite rapide” del museo guidate da conferenzieri dalle 19:30 alle 22:30
In programma: visita libera e gratuita delle collezioni permanenti, delle esposizioni “Provare l’arte per guarire” e “Libia, patrimonio rivelato”, e delle due grandi mostre in corso: “Byblos, città millenaria del Libano” e “Schiavi nel Mediterraneo, XVII–XVIII secolo”. E attività, mediazioni e interventi artistici per un’esperienza ancora più coinvolgente!
Da quasi cinquant’anni, la missione archeologica francese in Libia esplora e valorizza un patrimonio eccezionale, dalla preistoria all’epoca medievale, su tutto il territorio libico. La mostra ne racconta e documenta il lavoro.
Tra i siti presentati:
Maṣāk L’esplorazione al Maṣāk fu la prima campagna di archeologia preventiva mai condotta in Libia, dal 2001 al 2005, nella Concessione petrolifera NC191, nel cuore del Sahara. Una sessantina di archeologi hanno percorsa a piedi circa 4000 km di linee sismiche create durante le esplorazioni degli idrocarburi. Il bilancio è imponente: sono state rinvenute 3596 unità archeologiche, rinnovando le conoscenze su questa regione dall’accesso difficoltoso.
Bu Njem e Siria Una prima missione guidata da René Rebuffat (1967–1976) si è concentrata sullo Studio delle linee di fortificazione romane e ha scavato la fortezza antica di Gholaia, l’attuale Bu Njem. André Laronde, con Mohamed Fakroun e Monique Longerstay, guidò una seconda missione (1990–1999) in cinque valli della regione sirte, rivelando un abitato antico costituito soprattutto da aziende agricole e muretti a secco che trattengono l’acqua e la terra, determinando parcelle di coltivazione e allevamento.
Leptis Magna Fondata dai Fenici nel VII secolo a.C., Leptis Magna raggiunse il suo apice nell’Impero Romano grazie a un commercio fiorente e all’appoggio di Settimio Severo, imperatore originario della cité, i cui imponenti monumenti testimoniano ancora. Nel 1993, André Laronde identifica dei bagni che chiama “del Levante” per la loro posizione nella città romana, secondi solo a quelli di Adriano a Leptis Magna per grandezza. Decorati con mosaici, marmi, intonaci dipinti e stucchi, i locali funzionarono fino alla metà del III secolo. Questo sito è notevole anche per il suo sistema di approvvigionamento idrico, che ancora custodisce segreti per future missioni…
Abou Tamsa L’abri sotto roccia di Abou Tamsa in Cirenaica fu occupato tra il VIIe e il Ve millennio a.C. da piccoli gruppi di pastori-cacciatori-raccoglitori che furono tra i primi in Africa del Nord a produrre recipienti in ceramica e ad allevare capre domestiche importate dal Mediterraneo orientale. Il materiale archeologico raccolto ci informa sulle attività di queste popolazioni neolitiche.
Apollonia L’antico porto di Cirene, fondato nel VII secolo a.C., diventa autonomo intorno al 100 a.C., con il nome di Apollonia. Ampiamente aperta sul Mediterraneo, la sua esistenza è attestata per oltre un millennio, dall’epoca archaïque all’Antichità tardo. Adotta allora il nome cristiano di Sôzousa e diventa la capitale della Cirenaica. Gli scavi terrestri e marittimi di Apollonia hanno permesso di conoscere meglio la città con le sue mura, il doppio porto oggi sommerso, le terme e lo stadio extra muros. Dal 2002 Jean-Sylvain Caillou prosegue le ricerche sull’Acropoli.
Latrun Situato sul litorale, a est di Apollonia e ai piedi del Djebel el Akhdar, Érythron-Latrun racconta la storia di un agglomerato prospero della Cirenaica, che dall’Antichità attirava marinai, mercanti e pellegrini e si impone oggi come sito archeologico e naturale di potenziale eccezionale, offrendo una prospettiva unica sull’evoluzione dei villaggi antichi della Cirenaica, dall’epoca ellenistica all’abbandono conseguente alla conquista araba.
Marmarique occidentale Nel 2010, una squadra italo-libica di archeologi si addentra in una regione poco conosciuta: la Marmarique occidentale, incaricata di mappare i vestigia lungo le zone sismiche per conto di Total Libye. Risultato: 56 siti archeologici identificati, tracce di vita dalla Preistoria ai giorni nostri. Tra l’Egitto e la Cirenaica, tribù nomadi hanno lasciato fortezze, mausolei, insediamenti antichi e sistemi di irrigazione ingegnosi. Le influenze greche, romane e bizantine si mescolano alle tradizioni locali, disegnando il ritratto di una regione snodo, terra di passaggio o bastione militare.
Surt Situato al centro della Libia costiera, nel deserto che separa Tripolitania Cirenaica, Surt è stato il primo sito islamico scavato in Libia nel 1963. Dal 2007 al 2010, cinque campagne sono state condotte da Jean-Michel Mouton. È stata realizzata una carta topo-archeologica che mostra l’organizzazione generale della città, permettendo di determinare diversi settori di scavo: gli elementi difensivi (forte sud-ovest e porta nord), gli edifici religiosi (ziyāda della moschea) e un comparto abitativo. Queste campagne hanno consentito di spostare in avanti in modo significativo la datazione dell’ultima epoca di occupazione al XIV secolo.
Sotterranee degli scavi del porto di Apollonia Apollonia, oggi in parte sommersa, vanta tra i resti architettonici sommersi uno dei più notevoli nel Mediterraneo. La MAFL ha potuto scavare un relitto antico affondato nell’anti‑porto e proporre l’evoluzione topografica delle strutture portuali e dei dintorni fin dalle origini, nel VI secolo a.C. A queste scoperte scientifiche si aggiunge un ricco mobilio archeologico conservato al museo di Apollonia: ceramiche, monete, opere in bronzo, in pietra o in marmo come quel notevole ritratto di Tolomeo III o una statua di Dioniso.
Sotterranee degli scavi di Leptis Magna e di Sabratha A Leptis Magna, lo studio ha riguardato l’anti‑porto, con un risultato inaspettato: il canale era dotato di un secondo molo a protezione dell’imbocco orientale. A Sabratha, lo scavo ha permesso di individuare, sulla costa, magazzini, vasche e silos erosi dal mare. Di fronte, la roccia a pelo d’acqua sosteneva una briglia in muratura, levigata dalle onde.
Lotta al traffico illecito di beni archeologici Il patrimonio della Libia è minacciato dal traffico di beni culturali. Dal 2011 furti, scavi clandestini ed esportazioni illegali si sono intensificati, alimentati da una forte domanda internazionale. Dal 2012, la MAFL, insieme a Morgan Belzic, Camille Blancher e Vincent Michel, combatte questo fenomeno al fianco delle forze dell’ordine e del DOA: identificazione delle opere riciclate, analisi delle reti e dei siti saccheggiati. Oltre 250 oggetti sono stati individuati, permettendo indagini, arresti e 29 sequestri in 9 Paesi, con 19 restituzioni alla Libia.
Vieni a trascorrere la Nuit des musées 2026 all'IMA!
In occasione dell'evento, l’IMA apre eccezionalmente le porte di sera e propone un’immersione nel cuore delle sue collezioni e delle sue grandi mostre.
“Visite flash” del museo guidate da relatori dalle 19.30 alle 22.30
In programma, la visita libera e gratuita delle collezioni permanenti, delle esposizioni “Tentare l’arte per curare” e “Libia, patrimonio rivelato”, e delle due grandi esposizioni in corso: “Byblos, città millenaria del Libano” e “Schivi in Mediterraneo, XVII–XVIII secolo”. E animazioni, mediazioni e interventi artistici per un’esperienza ancora più coinvolgente!
Nel contesto in cui la preservazione del patrimonio in Libano e la trasmissione delle eredità culturali rappresentano sfide fondamentali, l’Institut du monde arabe dedica una mostra eccezionale a Byblos, città millenaria del Libano, una delle più antiche città abitate al mondo.
Immergetevi nella storia del primo porto marittimo internazionale al mondo: Byblos, che ebbe un ruolo chiave nella storia mediterranea, collegò dall’antichità la costa libanese all’Egitto, alla Mesopotamia e al mondo greco, tessé legami unici con i faraoni e svolse un ruolo di rilievo nella diffusione dell’alfabeto fenicio.
Obelisco di Abishemou, mosaico del rapimento d’Europa…: 400 pezzi eccezionali, dispiegati in una scenografia spettacolare, vi immergono nell’epopea di questa città tra le più antiche del Libano, iscritta nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO. Una storia che inizia oltre 8900 anni fa e i protagonisti sono navigatori e mercanti, re e faraoni. Da scoprire in esclusiva: le ultime scoperte del porto antico e il frutto degli scavi più recenti, che hanno portato alla luce la porta sud della città e una necropoli dell’età del bronzo giunta, fatto eccezionale, intatta fino a noi.
Le programme est mis à jour en fonction des annonces officielles.
Si tratta di un grande programma che mette sotto i riflettori gli artisti del mondo arabo e ci permette di (ri)vedere le mostre temporanee del museo da una nuova prospettiva. In breve, è un evento da non perdere nella Notte dei Musei! Allora, ci andiamo?
Date e orari di apertura
Il 23 maggio 2026
Posizione
Istituto del mondo arabo
1 Rue des Fossés Saint-Bernard
75005 Paris 5
Informazioni sull'accessibilità
Accesso
Metro Jussieu linea 7, linea 10
Tariffe
Gratuito
Sito ufficiale
www.imarabe.org