Cinema: perché l’immagine non riempie mai interamente lo schermo?

Da Julie de Sortiraparis · Aggiornato il 21 ottobre 2026 alle 23:40
Un’immagine più ampia o più ristretta non riempie necessariamente l’intero schermo di un cinema. Per capire dove compaiono le bande nere, è necessario distinguere tra il formato del film e quello dello schermo, e poi impostare le regolazioni che permettono di rispettare il proprio inquadramento.

Un'immagine che lascia dei margini neri intorno a sé al cinema non segnala necessariamente un problema. Il formato dell'immagine e quello dello schermo possono essere differenti. Per conservare l'intera inquadratura senza deformare i personaggi o le scenografie, la proiezione non riempie quindi necessariamente l'intera tela.

Il formato si descrive tramite un rapporto tra la larghezza e l'altezza, chiamato rapporto d'aspetto. Un'immagine con rapporto 2,39:1 è quindi 2,39 volte più larga che alta. Alla stessa altezza, è più larga di un'immagine in 1,85:1. La CST propone delle mire di inquadratura per queste due proporzioni, ma anche per il 1,33:1, il 1,37:1 o il 1,66:1: non esiste una sola forma di immagine cinematografica.

Immaginiamo una tela con rapporto d’aspetto 1,85:1 che accoglie un’immagine in 2,39:1. Se si mantiene tutta la larghezza dell’immagine, questa occupa meno altezza dello schermo: restano bande in alto e in basso. Al contrario, un’immagine più ristretta, proposta su un pannello estremamente ampio, può lasciare spazio sui lati. Questa differenza nasce dalle proporzioni, indipendentemente dalle dimensioni della sala.

Riempire l’intera superficie a qualsiasi prezzo cambia il problema. Ampliare l’immagine fino a far sparire questi spazi può tagliarne una parte; allungarla in un solo senso ne deforma le proporzioni. In un articolo dedicato al CinemaScope, il BFI ricorda il ruolo delle bande nere per conservare le inquadrature durante il passaggio a uno schermo di formato diverso.

Le impostazioni di proiezione restano fondamentali. Il manuale tecnico CST-FNCF distingue le regolazioni dell’obiettivo e i cambi di formato. Le mire CST definiscono, a loro volta, il campo d’immagine da proiettare. Il riferimento corretto è quindi il rispetto dell’inquadratura prevista: la semplice presenza di aree nere non basta per dedurre un difetto di proiezione.

Questa pagina può contenere elementi assistiti da AI, maggiori informazioni qui.

Informazioni pratiche
Comments