La Galleria Colbert, situata vicino alla rinomata Galleria Vivienne nel 2° arrondissement, rinviene una nuova vitalità dopo tre anni di restauri. Dal 2022 al 2025, questo passaggio coperto dal destino singolare è stato riqualificato dall'Istituto nazionale di storia dell'arte (INHA). Costruito nel 1826, abbattuto nel 1873, ricostruito nel 1874 da Henri Blondel, restaurato nel 1986 e infine rinnovato nel 2025, testimonia l’evoluzione degli usi nella capitale francese. Vieni a scoprire questo luogo unico, che ospita tra l’altro il mitico ristorante Le Grand Colbert, classificato come monumento storico. Situata tra il 6 di rue des Petits-Champs e la rue de la Banque, proprio davanti all’ingresso della Biblioteca nazionale di Francia, si distingue dalle sue colleghe per la totale assenza di negozi, completamente dedicata alla cultura.
Il progetto di riqualificazione, affidato all’agenzia Pierre-Antoine Gatier, capo dei monumenti storici, e a Constance Guisset, designer e architetto d'interni, mira a creare un polo di incontro tra gli attori dell’arte, dell’archeologia e del patrimonio culturale. La convivialità e lo scambio, elementi fondamentali per la ricerca, sono al centro di questa trasformazione. Questo campus urbano accoglie ora studenti dal livello Master, ricercatori italiani e internazionali, oltre ai professionisti del settore del patrimonio. Senza dimenticare gli appassionati di storia dell’arte e i curiosi di passaggio, che possono esplorare liberamente questo passaggio parigino ricco di storia.
La galleria ha mantenuto il suo carattere di passaggio aperto sulla città, trasformandosi però in un autentico punto di ritrovo. Qui si incontrano l'Istituto Nazionale di Storia dell’Arte (INHA), l'Istituto Nazionale del Patrimonio e i dipartimenti universitari di ricerca in storia dell’arte di numerose università parigine e dell’Île-de-France. Gli spazi sono ormai attraversati dalle grandi figure della storia dell’arte e dell’archeologia, con sale intitolate a personalità come Guillaume Guillon Lethière, Walter Benjamin, Roberto Longhi, Aby Warburg, André Chastel e anche la resistenza Rose Valland, a cui è dedicato un omaggio nel grande atrio d’ingresso.
L’histoire della Galleria Colbert affonda le sue radici in un antico hôtel particulier edificato da Louis Le Vau, un tempo appartenuto a Colbert e successivamente al reggente Philippe d'Orléans, che risiedeva al Palais Royal. Uno degli aspetti più sorprendenti di questo luogo è: nel XVIII secolo, era il stalletto di Philippe d'Orléans. Difficile immaginare oggi che la splendida rotonda fosse in realtà il cortile delle stalle.
Nel 1826, la società Adam e Compagnie acquista questo complesso dallo Stato e decide di trasformare le antiche scuderie in una galleria, pensata per competere con la vicina Galerie Vivienne. L’architetto J. Billaud realizza allora un’opera di grande ingegno: trasforma il cortile delle scuderie in una vasta rotonda illuminata da una cupola di vetro, seguendo la moda dei passaggi coperti parigini, luoghi di passeggio, commercio e socializzazione. Questo straordinario scenario del XIX secolo nasce proprio da questa trasformazione spettacolare, completata nel 1830.
Al centro di questa rotonda, Billaud aveva collocato un magnifico candelabro in bronzo sormontato da una corona di sette globi di cristallo illuminati a gas, soprannominato il "coccio luminoso". Questo candelabro divenne il punto di incontro preferito per i rendez-vous galants durante la Monarchia di luglio. La galleria, lunga 83 metri e adornata con mezze-colonne in finto marmo, è decorata con motivi policromi. La pittura sopra il portale d'ingresso raffigura Colbert che promuove il commercio.
Con la crescita dei grandi boulevard, dei grandi magazzini e le trasformazioni apportate da Haussmann, questi passaggi si sono progressivamente dimostrati meno redditizi e meno funzionali alle esigenze moderne. La galleria, ormai vetusta, viene considerata scomoda e poco remunerativa. Così, i proprietari decidono di demolire l'edificio originale nel 1873 per riqualificare il sito con una nuova destinazione.
Dal 1873 al 1874, un nuovo edificio viene ricostruito dall'architetto Henri Blondel. Questa rinnovata ambizione mira a creare un’architettura più imponente e moderna, integrando uffici, negozi e istituzioni, con uno stile neorenascimento più prestigioso. La rotonda e la vetrata, elementi simbolici, rappresentano una concezione architettonica più duratura e rappresentativa. Il "cocotier lumineux" è ormai scomparso, sostituito da una statua in bronzo del 1822 realizzata da Charles-François Nanteuil-Lebeuf, che raffigura Euridice punto da un serpente.
L’architettura della galleria ha ispirato numerosi architetti in tutta Europa: il principio della rotonda è stato spesso adottato quando si trattava di sovrapporre percorsi all’interno di una galleria. Tuttavia, nonostante i restauri, la galleria ha continuato a decadere. Alla fine, è stata chiusa nel 1975.
La Bibliothèque Nationale acquiert alors la galerie et confie à l'architecte Adrien Blanchet la mission de la restaurer. En 1986, la galerie est reconstruita dans un état proche de celui du XIXe siècle, en utilisant les matériaux et les techniques de l'époque. Ce site illustre à merveille l’évolution de Paris au XIXe siècle, témoignant du passage d'une ville principalement dédiée à la flânerie commerciale à une capitale affichant son prestige institutionnel, à travers une logique de démolition et de reconstruction fréquente pour faire évoluer l'architecture selon les nouveaux usages.
Da allora, è stata affidata all'Istituto Nazionale di Storia dell'Arte e ospita numerose istituzioni legate alla storia dell'arte e al patrimonio culturale. La Bibliothèque nationale de France vi vende cartoline, poster e libri. Il museo Charles Cros raccoglie nella sua sede le collezioni della Biblioteca della Fonografia Nazionale. Oggi tutelata, questa struttura segna una riuscita riqualificazione culturale.
Dal 2022 al 2025, sono stati necessari tre anni per restaurare gli spazi, ricostruire e reinventare senza alterarli, mantenendo intatti i colori originali. Il nuovo progetto, promosso dall'agenzia di Pierre-Antoine Gatier, restituisce vita al passaggio fondamentale di questo luogo. Gli arredi, le superfici dipinte ad olio e i rivestimenti in falso marmo sono stati trattati con maestria e conoscenze artigianali, in un’ottica di conservazione che valorizza l’autenticità dei frammenti storici. Si apre un nuovo spazio di accoglienza attorno ai resti dell’Hôtel Bautru, mentre un nuovo bar prende posto nella rotonda, la cui galleria, a una punta di ritorno, si affaccia sul giardino della Bibliothèque nationale de France.
La designer Constance Guisset ha reinventato gli arredi per favorire l’ospitalità degli spazi, rispettando al contempo l’architettura storica. Lunghe panchine creano zone di convivialità tra le colonne, in una palette di colori che si protrae armoniosamente lungo la galleria. Soffitti acustici e segnali luminosi si inseriscono nell’ambiente come in una galleria coperta del XIX secolo. L’accoglienza, ora, si mostra dall’interno della galleria stessa, sviluppandosi nel hall Rose Valland per accogliere al meglio tutti i visitatori.
La rotatoria si trasforma in una vivace piazza centrale, recuperando la sua forma concentricad grazie all’aggiunta di comode sedute che seguono le linee del pavimento. Al centro, un lampadario monumentale si estende dalla copertura in vetro, composto da sfere luminose che richiamano i faretti esistenti e da sfere acustiche pensate per aumentare il comfort degli occupanti.
Ci dirigiamo alla Galleria Colbert per scoprire questo luogo dal percorso storico unico, che ha conosciuto diverse vite dal 1826. Distrutta nel 1873, è stata ricostruita nel 1874 da Henri Blondel in stile neorenasceintistico, e poi restaurata nel 1986, testimoniando l’evoluzione di Parigi e dei suoi usi. Il passaggio rappresenta una oasi tranquilla alternativa alla vicina Galleria Vivienne, spesso affollata. A differenza di altre gallerie parigine, qui non si trovano negozi commerciali, ma uno spazio dedicato interamente alla cultura e al patrimonio. Se siete in cerca di un modo per perdersi in un ambiente storico senza rinunciare a un caffè nella splendida rotonda, questo è il luogo perfetto. Gli architetti hanno pensato di renderlo accogliente, un posto ideale per incontrarsi e condividere momenti di svago.
Vale la pena anche visitare Il Grand Colbert, questa storica brasserie dal decor in stile Art Nouveau, classificata come monumento storico, spesso scelta come location per film e fotografie. Situata all’ingresso, sul lato di rue des Petits-Champs, offre un’atmosfera Belle Époque intatta, che da sola merita il viaggio. Il locale ospita regolarmente conferenze, presentazioni di libri, proiezioni e dibattiti culturali in occasione di eventi come le Giornate europee del patrimonio o Le Notti della lettura.
Tra la place delle Vittorie e il Giardino del Palais-Royal, si trova una galleria immersa in un quartiere ricco di passages coperti e di patrimonio storico. Una scoperta affascinante per chi è appassionato di storia, arte e architettura parigina.
Sapevate che questo splendido passaggio era originariamente le scuderie di Philippe d'Orléans nel XVIII secolo? Difficile immaginare, ammirando la splendida rotonda, che un tempo fosse il cortile delle scuderie del Palazzo Reale. La trasformazione radicale avvenuta nel 1830 testimonia il genio architettonico dell’epoca, capace di trasformare una struttura funzionale in un raffinato passaggio coperto.
Il celebre "cocotier luminoso", questa splendida lampada in bronzo sormontata da una corona di sette sfere di cristallo illuminate a gas, posta al centro della rotonda, divenne il punto di incontro preferito per gli appuntamenti galanti durante il Regno di Luglio. Questo iconico lampadario scomparve con la prima demolizione del 1873. Oggi, al suo posto, si può ammirare una statua di Euridice trafitta da un serpente. Nel 1830, Berlioz eseguì La Marseillaise da una delle finestre della galleria, un momento storico e memorabile nell’atmosfera rivoluzionaria parigina.
Nel XIX secolo, la galleria ospitava vari negozi di lusso e un salotto letterario con una biblioteca di 15.000 volumi, simbolo della sua ricerca di eleganza e cultura. Il nome della galleria deriva da Jean-Baptiste Colbert, il cui hôtel particulier si trovava un tempo sul sito. Per concorrere con la Galerie Vivienne, sopra l’ingresso sud era collocato un imponente ritratto di Colbert, affiancato da una statua di Mercurio in omaggio al Commercio.
L'architettura della galleria, in particolare il suo schema di rotonda che incrocia i passaggi, ha ispirato numerosi progettisti in tutta Europa. La galleria rappresenta perfettamente il processo di demolizione e ricostruzione spesso praticato a Parigi per adattare gli edifici alle nuove esigenze: costruita nel 1826, demolita nel 1873, ricostruita nel 1874 in stile neorinascimentale, poi restaurata nel 1986 e infine rimodellata tra il 2022 e il 2025. Un vero e proprio palinsesto architettonico, ricco di stratificazioni storiche.
In breve, Galleria Colbert è molto più di un semplice passaggio coperto: è un simbolo della storia di Parigi, un capolavoro architettonico che ha saputo reinventarsi nel corso dei secoli. Non lasciatevela sfuggire: questa affascinante scoperta merita sicuramente una visita, soprattutto per gli estimatori dei passaggi parigini e dell’architettura del XIX secolo.
Date e orari di apertura
I prossimi giorni
Venerdì :
da 08:00 a 20:00
Sabato :
da 08:00 a 20:00
Lunedì :
da 08:00 a 20:00
Martedì :
da 08:00 a 20:00
Mercoledì :
da 08:00 a 20:00
Giovedì :
da 08:00 a 20:00
Posizione
Galleria Colbert
1 Passage Colbert
75002 Paris 2
Tariffe
Gratuito
Età consigliata
Per tutti
Ulteriori informazioni
L’accesso è aperto dal lunedì al sabato, dalle 8 alle 20, mentre la domenica il sito rimane chiuso. L’ingresso è gratuito.