Arroccato sulla collina di Chaillot, il lago artificiale di Passy è uno di quei monumenti parigini al tempo stesso discreti ed essenziali. Struttura idraulica del XIXᵉ secolo, patrimonio tecnico e potenziale di rinnovamento urbano, si presenta come un'enorme piscina tra i tetti di Parigi, ben nascosta agli occhi del pubblico, ma sotto lo sguardo degli abitanti degli edifici sovrastanti.
La costruzione dei serbatoi di Passy iniziò nel 1858 sotto il Secondo Impero, sotto la supervisione di Eugène Belgrand, ingegnere generale del dipartimento Ponts et Chaussées, responsabile della modernizzazione della rete idrica di Parigi. Commissionati nel 1866, i serbatoi furono progettati per immagazzinare grandi quantità di acqua non potabile per uso pubblico.
In origine furono costruiti due grandi bacini all'aperto, integrati poi nel 1898 da un terzo bacino e da diversi bacini sotterranei per soddisfare le crescenti esigenze della capitale, con una capacità totale di stoccaggio di acqua non potabile di 56.000 m3: Ville juste, Copernic e Bel-Air.
I serbatoi di Passy sono ancora in uso per alcune parti del servizio idrico non potabile di Parigi, fornito attraverso la rete di canali e pompe. Oggi vengono utilizzati principalmente per far funzionare le cascate del Bois de Boulogne, per innaffiare i parchi e i giardini della zona ovest della capitale e per pulire le strade.
Dominano Parigi, a circa 55 metri sopra il livello della Senna, permettendo di sfruttare la gravità per una distribuzione efficiente. I massicci muri in pietra, le volte sotterranee e i bacini a cielo aperto creano un forte contrasto tra il prestigioso contesto urbano del XVI arrondissement e il silenzio di una struttura quasi invisibile ma imponente.
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