Nel XIX secolo, il Boulevard du Temple, che attraversa gli attuali 3° e 11° arrondissement di Parigi, era conosciuto come il Boulevard del Crimine. Questo soprannome derivava dalla diffusione di teatri popolari che proponevano ogni giorno melodrammi spettacolari — trame sentimentali, rapimenti, vendette e falsi omicidi facevano parte del repertorio più comune.
Perché una volta il boulevard del Tempio a Parigi era soprannominato "Il viale del crimine"?
Perché un tempo si chiamava il Boulevard del Tempio a Parigi il "Bulevard del Crimine"? Ripercorriamo la sorprendente storia di questa arteria popolare, cuore pulsante del teatro nel XIX secolo, tra melodrammi sanguinosi e spettacoli di grande successo. [Per saperne di più]
Tra le locali più rinomati c'erano il Teatro dei Funamboli, il Teatro della Gaieté, il Teatro Lirico, le Folies Drammatiche e i Délassements Comiques.
Nel 1862, nell'ambito dei grandi lavori di modernizzazione urbana promossi dal barone Georges‑Eugène Haussmann, gran parte del Boulevard du Temple fu demolita per consentire l’ampliamento della strada e la nascita della moderna Piazza della Repubblica.
Questa demolizione portò alla chiusura o alla scomparsa della maggior parte dei locali che avevano reso celebre il viale. Tuttavia, alcuni teatri non scomparvero del tutto, ma furono ricostruiti o trasferiti altrove prima o dopo questi lavori:
La Gaîté Théâtre fu ricostruita nel 1862 in rue Papin, nei pressi di Square des Arts et Métiers, per accogliere la stessa compagnia. Questa edizione successiva divenne poi nota come La Gaîté Lyrique.
Il Teatro dell’Ambigu‑Comique, anche se più antico del Boulevard du Crime, venne ricostruito fuori dal boulevard dopo un incendio all'inizio del XIX secolo, prima di continuare la sua storia altrove a Parigi. La sua presenza si dissolse definitivamente nel 1966.
Al contrario, altre sale, come il Teatro dei Funamboli, non ebbero questa fortuna: furono completamente demolite durante i grandi lavori e non furono né spostate né ricostruite altrove.
Tra tutte queste sale, una sola sfuggì alla distruzione fisica proprio sul viale principale: il Teatro Déjazet, situato al 41 di boulevard du Temple. Questo si deve a un dettaglio pratico della storia urbana: durante i lavori, fu ristrutturato profondamente solo il lato pari del viale, mentre il lato dispari — dove si trova il teatro — rimase intatto e non fu abbattuto.
Fondato alla metà del XIX secolo e rinominato nel 1859 in onore dell’attrice Virginie Déjazet, questo teatro continua a ospitare spettacoli ancora oggi, mantenendo viva la tradizione e diventando così l’ultimo residuo del leggendario Boulevard du Crime.




Mentre la maggior parte dei teatri che animavano il boulevard sono stati demoliti o ricostruiti altrove, il Teatro Déjazet resta l’unico teatro ancora in attività nel suo posto originale sull’antico Boulevard du Crime. Il Teatro Déjazet non si limita a essere l’ultimo sopravvissuto sul Boulevard du Crime: possiede anche un valore architettonico e patrimoniale riconosciuto. L’edificio è stato dichiarato Monumento Storico dal 6 dicembre 1990, un riconoscimento che ne attesta l’importanza per il patrimonio culturale e architettonico di Parigi.
All’prima vista, la facciata del teatro può sembrare modesta, nascosta dietro la fila di edifici in stile haussmanniano lungo il boulevard. Eppure, questa apparente tranquillità cela secoli di storia architettonica. La struttura odierna si poggia sui resti di un antico gioco della palla realizzato nel 1770 dall’architetto François‑Joseph Bélanger, su richiesta del conte d’Artois (futuro re Carlo X). In origine, questo edificio non era stato pensato come teatro, ma come uno spazio dedicato alla pratica del gioco della palla, uno sport aristocratico molto diffuso nel XVIII secolo.
Le continui cambiamenti del locale — da palazzo di gioco della palla a stabilimento termale durante la Rivoluzione, poi a caffè-concerto e infine a sala teatrale — hanno lasciato segni nell’architettura interna, anche se la facciata esterna si è evoluta in armonia con gli stili e le usanze nel corso del tempo.
All’interno, il teatro conserva la pianta di una sala all’italiana, uno stile tipico delle arene teatrali tradizionali europee, che favorisce una collocazione ravvicinata tra palco e pubblico. Questa configurazione si distingue per una scena profonda, un’orchestra e i palchi sovrapposti, consentendo a un’ampia platea di godere di una vista diretta sul palcoscenico.
Lo stile originale—pur se concerto con i restyling nel corso degli anni—richiama ancora l’atmosfera dei teatri dell’Ottocento, con le finiture in legno, velluti e dettagli decorativi che richiamano le storiche sale da spettacolo parigine.
La sala ospita anche affres attribuite a Honoré Daumier, rinomato caricaturista e pittore del XIX secolo, consolidando ulteriormente il suo valore artistico e storico. Questi decori figurativi contribuiscono all’atmosfera unica del luogo, unendo umorismo popolare, spettacolo dal vivo e memoria culturale.
Nella sua storia, il teatro ha attraversato varie trasformazioni interne, specialmente quando è stato convertito in cinema nel 1939 — con alcune balconate e palchi chiusi o modificati — e successivamente durante il suo recupero come spazio teatrale negli anni Settanta e Ottanta. Nonostante questi interventi di adattamento, la struttura portante e le volumetrie storiche sono state preservate, permettendo oggi di percepire ancora la continuità delle funzioni teatrali risalenti al XIX secolo.
Questa pagina può contenere elementi assistiti da AI, maggiori informazioni qui.
Posizione
Teatro Dejazet
41, boulevard du Temple
75003 Paris 3



Perché una volta il boulevard del Tempio a Parigi era soprannominato "Il viale del crimine"?














