Di fronte alla Senna, tra il pont de la Concorde e gli Invalides, si erge un imponente edificio di pietra le cuifacciate maestose sono note a chiunque percorra iquai parigini. Eppure sono pochi coloro che conoscono davvero la storia di questo edificio simbolo.
Dalla metà del XIX secolo, questo palazzo ospita il ministero incaricato delle relazioni internazionali della Francia. Nel corso dei decenni ha visto sfilare ambasciatori, capi di stato, sovrani, ministri e negoziatori provenienti da tutto il mondo. È tra le sue mura che si preparano numerosi vertici internazionali, si accolgono le delegazioni straniere e si negoziano alcuni degli accordi diplomatici più importanti della Repubblica.
L'edificio è così strettamente associato a questa missione che il suo indirizzo è diventato un nome proprio: quando i media citano una dichiarazione dal "Quai d'Orsay", in realtà si riferiscono al Ministero degli Affari Esteri.
A differenza di molti ministeri ospitati in antichi hôtel particuliers, il Quai d'Orsay è uno dei primi edifici parigini progettati fin dall'inizio per accogliere una amministrazione. La sua costruzione inizia nel 1845, durante la monarchia di Luglio, secondo i piani dell'architetto Jacques Lacornée, per poi essere proseguita da Joseph-Louis Duc che apporterà diverse modifiche al progetto.
Il ministero vi si insedia progressivamente a partire dal 1853, sotto il Secondo Impero. L'architettura riflette l'importanza attribuita alla diplomazia francese: ampie gallerie, saloni di ricevimento sontuosamente decorati, scale monumentali e lunghe file di uffici destinate ad accogliere diplomatici e alti funzionari.
Uno dei gioielli del ministero è senza dubbio il Salone dell'Orologio, celebre per aver ospitato importanti negoziati internazionali. Ma è soprattutto la maestosa Sala delle Feste a impressionare i visitatori autorizzati ad entrare nell’edificio. Con le sue dorature, i suoi lustre monumentali, i suoi soffitti dipinti e le sue enormi vetrate aperte sui giardini, si contendono i saloni più belli fra i palazzi ufficiali francesi.
Questa sala continua a ospitare, ancora oggi, ricevimenti diplomatici, la firma di accordi internazionali e cerimonie ufficiali.
Il Quai d'Orsay è stato teatro di una lunga serie di eventi diplomatici di grande rilievo. Uno dei più celebri resta la Conferenza di pace di Parigi del 1919, organizzata al termine della Prima Guerra Mondiale. Per diversi mesi, i rappresentanti delle principali potenze alleate si riunirono per ridisegnare i confini dell'Europa e predisporre i trattati che dichiararono ufficialmente chiusa la guerra.
Il Trattato di Versailles, firmato il 28 giugno 1919 nella Galleria degli Specchi del château de Versailles, è stato ampiamente preparato al Quai d'Orsay, dove si sono svolte la maggior parte delle negoziazioni diplomatiche preliminari. Da allora, l'edificio resta associato alle grandi conferenze internazionali organizzate dalla Francia.
Come «Beauvau» o «Matignon», il termine «Quai d'Orsay» è diventato una vera metonimia. In Francia e all’estero, designa non solo l’edificio affacciato sulla Senna, ma anche l’intera diplomazia francese. I comunicati ufficiali, le analisi geopolitiche e i media utilizzano quotidianamente questa espressione, testimone del peso storico del ministero.
Ancora più insolito, il nome "Quai d'Orsay" è diventato celebre anche nel mondo del fumetto grazie all'omonimo album di Abel Lanzac e Christophe Blain, ispirato al funzionamento del ministero. L'adattamento cinematografico del 2013 ha contribuito a far conoscere al grande pubblico le retroscena della diplomazia francese.
Oltre al suo ruolo politico, il Quai d'Orsay ospita un notevole patrimonio artistico. Le sale sono decorate con tappezzerie dei Gobelins, mobili d'epoca, sculture, dipinti e scenografie realizzate da diversi grandi artisti del XIX secolo. I giardini, invisibili dalla strada, costituiscono anche un scrigno di verde inaspettato nel cuore della capitale. Offrono una vista privilegiata sulla Senna e sugli Invalides, in un contesto solitamente riservato alle delegazioni ufficiali.
L'intero edificio è iscritto nel patrimonio dei monumenti storici, a testimonianza del suo valore architettonico e della sua importanza nella storia politica francese.
Sì, ma solo in via eccezionale. Il Ministero dell'Europa e degli Affari Esteri non è aperto al pubblico quotidianamente, a causa della sua attività diplomatica permanente. Partecipa però regolarmente alle Giornate Europee del Patrimonio, offrendo ai visitatori l'opportunità di visitare i grandi saloni, la Sala delle Feste, il Salone dell'Orologio, alcune scale d'onore e una parte delle sue collezioni artistiche.
Le iscrizioni, una volta attivate, di solito vanno a ruba nel giro di poche ore! Inoltre, in caso di impossibilità ad oltrepassare le porte, è sempre possibile ammirare dai quai della Senna l’elegante facciata di questo palazzo repubblicano i cui muri ospitano, da quasi due secoli, una parte della storia diplomatica della Francia!
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Date e orari di apertura
I prossimi giorni
Giovedì :
da 00:00 a 23:59
Venerdì :
da 00:00 a 23:59
Sabato :
da 00:00 a 23:59
Domenica :
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Lunedì :
da 00:00 a 23:59
Martedì :
da 00:00 a 23:59
Mercoledì :
da 00:00 a 23:59
Posizione
Ministero degli Affari Esteri
37, Quai d'Orsay
75007 Paris 7
Pianificazione del percorso











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