Che strana precauzione per qualcuno che riposa a sei piedi sotto terra! Nel cimitero di Montparnasse, nel 14º arrondissement di Parigi, una tomba insolita espone un oggetto davvero inaspettato: un salvagente bianco e blu! Nessuna barca all'orizzonte, e neppure una goccia d'acqua… Che cosa ci fa allora questo strano accessorio marittimo su una sepoltura parigina? Per comprendere il mistero, bisogna ripercorrere la storia di chi vi riposa, Robert Desnos (1900-1945), un poeta surrealista che non mancava certo di senso dell'umorismo!
A prima vista, nulla distingue in modo particolare questa sepoltura dalle altre. Una lapide sobria, qualche sassolino deposto in omaggio… e quella famosa boa che sembra aspettare un naufrago! Eppure, la sua presenza non è affatto casuale.
Per comprenderne l’origine, bisogna risalire al 1923, quando Robert Desnos pubblica una poesia intitolata Les Grands Jours du poète, sulla rivista letteraria Littérature, allora diretta da André Breton. Dopo una successione di immagini, ciascuna più inattesa dell’altra, lo scrittore conclude così il suo testo:
« Sulla mia tomba metterete un salvagente. Perché non si sa mai. »
Una richiesta a dir poco originale! Ed ecco che, anni dopo la sua scomparsa, una vera e propria boa trova posto sulla sua ultima dimora. Non si tratta dunque di un omaggio a un presunto passato da marinaio, bensì di un riferimento alla fervida immaginazione del poeta!
Nato a Parigi nel 1900 e cresciuto nel quartiere di Les Halles, Robert Desnos è una delle grandi figure del surrealismo, il movimento artistico e letterario che cerca di liberare l’immaginazione dai vincoli della ragione.
Sviluppato negli anni Venti intorno ad André Breton, il surrealismo esplora in particolare il sogno, l’inconscio, le associazioni di idee e la scrittura automatica, una tecnica che consiste nel lasciar affiorare le parole senza sottoporle al consueto controllo della logica. E in questo campo Desnos è particolarmente dotato! Capace di improvvisare testi sorprendenti durante le sedute di sonno ipnotico, gioca con le parole, le immagini e le situazioni assurde. Un talento che si manifesterà persino nella sua ultima dimora.
Ma dietro questa battuta si cela un destino molto più cupo. Durante la Seconda guerra mondiale, Robert Desnos entra nella Resistenza, in particolare nella rete Agir. Partecipa alla lotta clandestina contro l’occupante nazista.
Arrestato il 22 febbraio 1944, viene imprigionato e poi deportato in diversi campi di concentramento. Dopo un terribile percorso, arriva a Terezín, nell’attuale Repubblica Ceca. Indebolito dalle condizioni di detenzione, vi muore di tifo il 8 giugno 1945, appena poche settimane dopo la liberazione del campo. Aveva 44 anni. Il suo ricordo è ancora vivo oggi al cimitero di Montparnasse, dove questo salvagente rappresenta un omaggio tanto singolare quanto commovente.
Per scoprire questa singolare tomba, recatevi nella 15ª divisione del cimitero di Montparnasse, accessibile, tra l’altro, dall’ingresso principale al numero 3 di boulevard Edgar-Quinet. E se la presenza di questo salvagente strappa inizialmente un sorriso, invita anche a una bella riflessione: potrebbe simboleggiare la speranza di non sprofondare mai nell’oblio? A quasi un secolo dai suoi versi, Robert Desnos continua così a sorprendere i passanti con un semplice salvagente. A dimostrazione che, persino al cimitero, la poesia può ancora aiutarci a restare a galla!
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Posizione
Cimitero di Montparnasse
3, boulevard Edgar Quinet
75014 Paris 14
Pianificazione del percorso
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