La foresta di Fontainebleau, nella Seine-et-Marne (77), vive la sua giornata più cruciale dall’inizio del disastro. I due incendi partiti domenica 12 luglio 2026 hanno continuato a espandersi durante la notte e ora coprono 2.050 ettari, cioè circa il 10% di questo massiccio emblematico, pari a 2.800 campi da calcio.
Due uomini hanno ammesso il loro coinvolgimento agli investigatori e 850 vigili del fuoco continuano a lottare sul terreno, con un obiettivo chiaro fissato dal prefetto: domare gli incendi entro la fine della giornata.
La procuratrice della Repubblica di Fontainebleau ha illustrato nel dettaglio i contenuti delle misure di custodia cautelare in un comunicato. Un primo uomo, nato nel 2007, senza precedenti penali e pompier volontario a Fontainebleau, ha riconosciuto di aver dato fuoco a dei rametti con un accendino e della benzina.
Un secondo uomo, anch’egli nato nel 2007 e senza precedenti penali, ha ammesso di aver provocato l’inizio dell’incendio in modo accidentale, gettando una sigaretta dalla parte del Grand Parquet, vicino alla faisanderie. I due erano stati fermati vicino ai luoghi di innesco o di ripresa delle fiamme e sono stati trattenuti in custodia nello stesso giorno. Una terza persona è ancora in stato di fermo.
Queste ammissioni confermano ciò che le autorità temevano fin dalla domenica: l’origine umana della catastrofe. Un promemoria utile nel pieno della ondata di caldo, mentre la vegetazione del massiccio è secca e una sola scintilla basta.
Il colonnello Sébastien Avenel, vicedirettore del Servizio dipartimentale dei vigili del fuoco e dei soccorsi della Seine-et-Marne, avverte che l’estinzione totale dell’incendio richiederà diverse settimane. Spegnere l’incendio non significa quindi averne vinti definitivamente.
Una buona parte del lavoro consiste ora nel trattare le braci rimaste sul terreno per evitare qualsiasi riaccensione. Un’operazione lenta, che il terreno accidentato della foresta complica nettamente: gli accessi sono difficili, a volte impossibili anche per i mezzi d’opera.
Il prefetto di Seine-et-Marne, Pierre Ory, ha imposto alle squadre l’obiettivo di spegnere i due focolai entro la fine della giornata, approfittando di un tempo finalmente più propizio. Ne parla come di una giornata decisiva, quella in cui i vigili del fuoco devono prevalere sull’incendio. Il punto di situazione ufficiale viene aggiornato di ora in ora dai servizi dello Stato in Seine-et-Marne.
La città di La Chapelle-la-Reine ha diffuso una serie di indicazioni valide per tutti gli abitanti interessati dai fumi:
Circa 800 persone hanno lasciato casa da 48 ore nelle tre municipalità prevalentemente colpite, secondo modalità diverse. Il ritorno sarà consentito solo una volta che l'incendio sia domato, ha precisato il prefetto.
Sulla strada la situazione resta molto delicata. L'autostrada A6 continua a essere chiusa nell’area interessata, mentre una tratta della D152 e una porzione della D105 sono anch’esse chiuse al traffico per dare spazio ai veicoli di soccorso. Le deviazioni si attivano rapidamente, e le autorità chiedono ancora di evitare la zona senza esitazioni.
Un'altra indicazione, ancora più inattesa: le autorità segnalano animali vaganti sulle strade della zona del massiccio, scacciati dalle fiamme. Quindi si rallenta sui tratti rimasti aperti, e si consulta Bison Futé prima di mettersi in viaggio. Sul fronte ferroviario, le circolazioni rimangono perturbate, da seguire nel nostro articolo su l'incendio che taglia la LGV e ritarda i TGV, e si verifica il proprio treno su SNCF Connect.
Buone notizie in mezzo al caos: i 150 cavalli del Grand Parquet sono ora al sicuro, assegnati a centri equestri sul territorio e alla Scuola Militare di Equitazione. L’ufficio turistico elogia una catena di solidarietà immediata, furgoni e camion mobilitati in poche ore, e precisa che il sito stesso non è stato interessato dalle fiamme al momento.
Questa solidarietà va ben oltre il mondo dei cavalli. A Grisy-Suisnes, la sindaca Nadine Gavard ha avviato una raccolta per rifornire i vigili del fuoco: un messaggio sui social e sull’app di allerta comunale, un appuntamento davanti al municipio, e due auto piene d’acqua, di frutta e di derrate in mezz’ora. Altri sindaci del dipartimento hanno seguito l’esempio.
L'accesso all'intero massiccio forestale resta vietato, come ricordano la prefettura e l'Ufficio Nazionale delle Foreste, gestore del sito. Anche i lavori agricoli nei campi circostanti sono sospesi.
Il tempo, però, non molla la presa: l'Île-de-France resta in allerta rossa per caldo per il 14 luglio 2026. Tuttavia il vento tende a diminuire e le temperature dovrebbero scendere già da domani.



















