Notte dei Musei 2026 a Parigi: una serata all'insegna dell'arte all'Istituto del Mondo Arabo

Da Rizhlaine de Sortiraparis, Yvan, Cécile de Sortiraparis · Foto di Cécile de Sortiraparis · Aggiornato il 29 aprile 2026 alle 19:05
L'Istituto del Mondo Arabo di Parigi partecipa alla 22ª Notte dei Musei sabato 23 maggio 2026 e ci propone di vivere una serata davvero eccezionale. Scoprite il programma di questa nuova edizione!

La Nuit des Musées, è l’occasione per scoprire numerosi musei e monumenti che magari non conosciamo bene, o per riscoprire luoghi che credevamo di conoscere a memoria. Durante questa serata, molti templi della cultura ci aprono gratuitamente le porte, per mettere in luce le loro collezioni e le loro ricchezze. L'Institut du Monde Arabe non fa eccezione e ci invita a scoprire i suoi tesori e il suo programma questo sabato 23 maggio 2026.

All'interno dell'Institut du Monde Arabe, si può passeggiare tra le collezioni permanenti del museo per scoprire la storia e le culture dei Paesi arabi. In meno di 40 anni, questo museo, inaugurato nel 1987, è diventato un luogo chiave per comprendere meglio la lingua e la cultura araba, grazie alle sue mostre educative e di attualità. Questo spazio multidisciplinare mette in luce gli artisti del mondo arabo e crea un ponte culturale tra l'Europa, la Francia e il mondo arabo.

L'IMA ci invita dunque a vivere una serata speciale il 23 maggio 2026, in occasione della 22ª edizione della Notte dei Musei. È l’opportunità di godere gratuitamente delle novità del luogo e di trascorrere una serata all’insegna della cultura!

La programmazione della Notte dei Musei 2026 all'Istituto del Mondo Arabo:

  • Esposizione « Mettere l’arte al servizio della cura - all’ospedale psichiatrico di Blida-Joinville negli anni Sessanta ».
    sabato 23 maggio 2026 - 19:00 ⤏ 23:59

    Nel 2021, il museo dell’Institut du monde arabe riceve una generosa donazione: un insieme di archivi, ceramiche dipinte e numerose tavole eseguite a gouache, realizzate a fine anni Sessanta durante laboratori di socialità-terapia condotti presso l’ospedale psichiatrico di Blida-Joinville (HPB), istituzione algerina legata alla figura simbolo di Frantz Fanon.

    Ecco questa donazione messa in luce nel contesto storico.

    L’ospedale psichiatrico di Blida-Joinville (HPB) fu fondato nel 1933. Frantz Fanon (1925-1961), medico psichiatra e grande figura dell’anticolonialismo, vi esercitò come medico responsabile tra il 1953 e il 1956; l’ospedale porterà il suo nome all’indipendenza del paese. In rotta con la psichiatria coloniale, Fanon rinnova l’approccio psichiatrico adattandolo al contesto culturale locale e sociale dei degenti. Con questi ultimi e con il team medico definisce un tessuto sociale all’interno dell’istituzione, proponendo tra l’altro attività manuali, musicoterapia e pratica sportiva, per favorire l’espressione dei pazienti in vista della possibile guarigione e del reinserimento nella società.

    Alla fine degli anni Sessanta, i successori di Fanon sviluppano questa pratica di terapia sociale. A testimoniarlo sono i laboratori di disegno che danno origine a questo ricco complesso di dipinti a gouache. Il disegno diventa un vero e proprio medium di espressione per i pazienti.

    L’esposizione interroga il contenuto di questi dipinti mettendo in luce la dimensione umana dei degenti che li hanno realizzati; e, attingendo alle archivi della donazione, mette in risalto il contesto storico in cui si inscrivono gli apporti dei laboratori artistici all’ospedale.

    PRENOTO



  • Mostra « Schiavi nel Mediterraneo, XVII–XVIII secolo »
    sabato 23 maggio 2026 - 19:00 ⤏ 23:59

    Vieni a vivere la Nuit des musées 2026 all'IMA!

    Per l’occasione, l’Institut ouvre eccezionalmente le sue porte di notte e propone un’immersione nel cuore delle sue collezioni e delle sue grandi esposizioni.

    In programma, la visita libera e gratuita delle collezioni del museo permanente, delle esposizioni “Tenter l’art pour soigner” e “Libye, patrimoine révélé”, e delle due grandi mostre del momento: “Byblos, cité millénaire du Liban” e ”Esclaves en Méditerranée, XVIIe–XVIIIe siècle”. E animazioni, mediazioni e interventi artistici per un’esperienza ancora più coinvolgente!

    L'esposizione Esclaves en Méditerranée. XVIIe-XVIIIe siècle si concentra in particolare sulla presenza e sui testimoni spesso dimenticati dei nordafricani e di alcuni africani occidentali ridotti in schiavitù in Europa. Incentrata sui porti di Francia, Italia e sull’isola di Malta dal Seicento agli anni 1830, mette in luce le esperienze e le rappresentazioni di questi esseri umani costretti a lavorare come galere, servi, traduttori, musicisti e assistenti d’artisti.

    Racconta l’impatto profondo di questa storia sulle culture materiali in Europa, presentando un ampio ventaglio di opere d’arte sorprendenti e raramente esposte: uno schizzo d’insieme di uno schiavo musulmano realizzato dal pittore capo di Luigi XIV, Charles LeBrun; opere d’arte che rappresentano o si ispira al monumento emblematico di Pietro Tacca conosciuto con il nome di « Quattro Mori »; dipinti che ritraggono la repressione di una rivolta di schiavi a Malta nel 1749; un album di disegni eccezionali di Fabroni raffiguranti galereani al lavoro e al riposo; e altri oggetti notevoli quali armi marittime, sculture di navi, talismani e lettere scritte da captivi mussulmani e cristiani, lette ad alta voce.

    Infine, un’opera d’arte contemporanea inedita, Suspended inTime, dell’artista Kevork Mourad, aprirà nuove prospettive su cosa sia diventata questa lunga storia: dal suo oblio dopo la presa d’Alger da parte delle truppe francesi nel 1830 ai dibattiti contemporanei sulle opere d’arte che hanno rappresentato l’esclusione, comprese i Quattro Mori.

    L'esposizione Esclaves en Méditerranée. XVIIe-XVIIIe siècle si concentra in particolare sulla presenza e sui testimoni spesso dimenticati dei nordafricani e di alcuni africani occidentali ridotti in schiavitù in Europa. Incentrata sui porti di Francia, Italia e sull’isola di Malta dal Seicento agli anni 1830, mette in luce le esperienze e le rappresentazioni di questi esseri umani costretti a lavorare come galere, servi, traduttori, musicisti e assistenti d’artisti.

    Racconta l’impatto profondo di questa storia sulle culture materiali in Europa, presentando un ampio ventaglio di opere d’arte sorprendenti e raramente esposte: uno schizzo d’insieme di uno schiavo musulmano realizzato dal pittore capo di Luigi XIV, Charles LeBrun; opere d’arte che rappresentano o si ispira al monumento emblematico di Pietro Tacca conosciuto con il nome di « Quattro Mori »; dipinti che ritraggono la repressione di una rivolta di schiavi a Malta nel 1749; un album di disegni eccezionali di Fabroni raffiguranti galereani al lavoro e al riposo; e altri oggetti notevoli quali armi marittime, sculture di navi, talismani e lettere scritte da captivi mussulmani e cristiani, lette ad alta voce.

    Infine, un’opera d’arte contemporanea inedita, Suspended inTime, dell’artista Kevork Mourad, aprirà nuove prospettive su cosa sia diventata questa lunga storia: dal suo oblio dopo la presa d’Alger da parte delle truppe francesi nel 1830 ai dibattiti contemporanei sulle opere d’arte che hanno rappresentato l’esclavage, comprese i Quattro Mori.

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  • Mostra « Libia, patrimonio rivelato »
    sabato 23 maggio 2026 - ore 19:00 ⤏ 23:59

    Vieni a vivere la Notte dei Musei 2026 all’IMA!

    In occasione dell’evento, l’Istituto apre eccezionalmente le porte al pubblico in orario serale, offrendo un’immersione nel cuore delle sue collezioni e delle grandi esposizioni.

    In programma visite libere e gratuite delle collezioni del museo permanente, delle esposizioni “Provare l’arte per curarsi” e “Libia, patrimonio rivelato”, oltre alle due grandi mostre in corso: “Byblos, città millenaria del Libano” e “Schivi nel Mediterraneo, XVII–XVIII secolo”. E animazioni, mediazioni e interventi artistici per un’esperienza ancor più coinvolgente!

    Da quasi cinquant’anni, la missione archeologica francese in Libia rileva e valorizza un patrimonio eccezionale, dalla preistoria al Medioevo, su tutto il territorio libico. L’esposizione ne illustra e documenta l’impegno.

    Tra i siti presentati:

    Măsak La campagna di Măsak fu la prima missione di archeologia preventiva mai realizzata in Libia, dal 2001 al 2005, nella Concessione petrolifera NC191, nel bel mezzo del Sahara. Una sessantina di archeologi ha esplorato a piedi 4000 km di linee sismiche create durante le prospezioni energetiche. Il bilancio è significativo: sono state individuate 3596 unità archeologiche, rinnovando le conoscenze su questa regione di accesso difficile.

    Bu Njem e Syrtica Una prima missione guidata da René Rebuffat (1967–1976) si concentrò sullo studio delle linee di fortificazione romane e dissezionò il forte antico di Gholaia, l’attuale Bu Njem. André Laronde, insieme a Mohamed Fakroun e Monique Longerstay, guidò una seconda missione (1990–1999) in cinque valli della regione sirtica, rivelando un abitato antico composto soprattutto da aziende agricole e muretti a secco che trattenevano acqua e suolo, definendo lotti di coltura e allevamento.

    Leptis Magna Fondata dai Fenici nel VII secolo a.C., Leptis Magna conobbe il suo apice sotto l’Impero Romano grazie a un commercio fiorente e alla benevolenza di Settimio Severo, imperatore originario della città, i cui imponenti monumenti testimoniano ancora oggi. Nel 1993, André Laronde identificò delle terme che chiamò “del Levante” per la loro posizione nella città romana, seconde a Tripoli per dimensioni dopo quelle di Adriano a Leptis Magna. Decorate con mosaici, marmi, tinteggiature e stucchi, le strutture hanno funzionato fino alla metà del III secolo. Questo sito è altrettanto notevole per il suo sistema idrico, ancora fonte di misteri per future missioni…

    Abou Tamsa L’antro roccioso di Abou Tamsa in Cirenaica fu occupato tra il VII e il V millennio a.C. da piccoli gruppi di pastori-cacciatori-raccoglitori che furono tra i primi in Nord Africa a produrre recipienti in ceramica e ad allevare capre domestiche importate dal Mediterraneo orientale. Il materiale archeologico raccolto ci fornisce indicazioni sulle attività di queste popolazioni neolitiche.

    Apollonia L’antico porto di Cirene, fondato nel VII secolo a.C., divenne autonomo intorno al 100 a.C., col nome di Apollonia. Ben aperta sul Mediterraneo, la sua esistenza è attestata per oltre un millennio, dall’era arcaica all’Alto Medioevo; allora assunse il toponimo cristiano di Sôzousa e divenne la capitale della Cirenaica. Gli scavi terrestri e marini di Apollonia hanno consentito di conoscere meglio la città con la sua cinta, l’unico doppio porto oggi sommerso, i bagni o lo stadio oltre le mura. Dal 2002, Jean-Sylvain Caillou prosegue le ricerche sull’Acropoli.

    Latrun Situata sul mare, a est di Apollonia e ai piedi del Djebel el Akhdar, Érythron-Latrun racconta la storia di un aggregato prospero della Cirenaica, attraente fin dall’Antichità per marinai, mercanti e pellegrini, e oggi si impone come sito archeologico e naturale di potenziale eccezionale, offrendo uno sguardo unico sull’evoluzione dei villaggi antichi della Cirenaica, dall’età ellenistica all’abbandono a seguito della conquista araba.

    Marmariche Occidentale Nel 2010, una squadra franco-libica di archeologi si inoltra in una regione poco conosciuta: la Marmariche Occidentale, incaricata di cartografare i resti lungo le zone sismiche per conto della Total Libye. Risultato: 56 siti archeologici identificati, tracce di vita dalla Preistoria ai giorni nostri. Tra l’Egitto e la Cirenaica, le tribù nomadi hanno lasciato forti, mausolei, abitati antichi e sistemi d’irrigazione ingegnosi. Le influenze greche, romane e bizantine si mescolano alle tradizioni locali, delineando il ritratto di una regione crocevia, terra di passaggio o bastione militare.

    Surt Situata al centro della Libia costiera, nel deserto che separa Tripolitania e Cirenaica, Surt è il primo sito islamico scavato in Libia nel 1963. Dal 2007 al 2010, cinque campagne sono state condotte da Jean-Michel Mouton. È stata realizzata una carta topografico-archeologica che presenta l’organizzazione generale della città, permettendo di individuare diversi ambiti di scavo: opere difensive (fortezza sud-ovest e porta nord), edifici religiosi (ziyāda della moschea) e un comparto abitativo. Queste campagne hanno permesso di spostare in avanti di modo significativo la datazione dell’ultima fase di occupazione al XIV secolo.

    Sotterranei del porto di Apollonia Apollonia, oggi in parte sommersa, vanta tra i resti architettonici subacquei tra i più notevoli del Mediterraneo. La MAFL ha potuto scavare un relitto antico affondato nell’anticamera del porto e proporre l’evoluzione topografica delle strutture portuali e dei dintorni fin dalle origini, nel VI secolo a.C. A queste scoperte si aggiunge un ricco patrimonio archeologico depositato al museo di Apollonia: ceramiche, monete, opere in bronzo, pietra o marmo, tra cui questo notevole ritratto di Tolomeo III o una statua di Dioniso.

    Scavi subacquei a Leptis Magna e Sabratha Nei lavori a Leptis Magna l’indagine ha riguardato l’antiporto, con un risultato inatteso: il canale era dotato di un secondo molo a protezione della bocca orientale. A Sabratha, lo scavo ha permesso di individuare lungo la costa magazzini, vasche e silos erosi dal mare. Di fronte, la roccia a livello dell’acqua sosteneva una diga di pietra abilmente lavorata, levigata dalle onde.

    Lotta al traffico illecito di beni archeologici Il patrimonio della Libia è minacciato dal traffico delle sue opere. Dal 2011, furti, scavi clandestini ed esportazioni illegali si sono intensificati, alimentati da una forte domanda internazionale. Dal 2012, la MAFL, con Morgan Belzic, Camille Blancher e Vincent Michel, combatte questo fenomeno insieme alle forze dell’ordine e al DOA: identificazione delle opere riciclare, analisi delle reti e dei siti razziati. Oltre 250 reperti sono stati individuati, permettendo indagini, arresti e 29 sequestri in 9 paesi, con 19 restituzioni alla Libia.



  • Mostra « Byblos, città millenaria del Libano »
    sabato 23 maggio 2026 – ore 19:00 ⤏ ore 23:59

    Vieni a vivere la Notte dei Musei 2026 all'IMA!

    In questa occasione, l'IMA apre eccezionalmente le porte di sera, offrendo un'immersione nel cuore delle sue collezioni e delle grandi esposizioni.

    In programma: la visita libera e gratuita delle collezioni del museo permanente, delle esposizioni “Tentare l'arte per curare” e “Libia, patrimonio rivelato”, e delle due grandi esposizioni del momento: “Byblos, città millenaria del Libano” e “Schiavi nel Mediterraneo, XVIIe–XVIIIe secolo”. E animazioni, mediazioni e interventi artistici per un'esperienza ancora più coinvolgente!

    In un momento in cui la conservazione del patrimonio in Libano e la trasmissione degli heritage culturali sono temi di primo piano, l’Institut du monde arabe dedica una mostra eccezionale a Byblos, città millenaria del Libano, una delle città più antiche abitate al mondo.

    Fai un tuffo nella storia del primo porto marittimo internazionale al mondo: Byblos, che svolse un ruolo chiave nella storia del Mediterraneo, collegò fin dall'Antichità la costa libanese all'Egitto, Mesopotamia e al mondo egeo, instaurò legami unici con i faraoni e svolse un ruolo cruciale nella diffusione dell'alfabeto fenicio.

    Obélisque d’Abishemou, mosaico del rapimento d’Europa… : 400 pezzi eccezionali, dispiegati in una scenografia spettacolare, vi immergono nell’epopea di questa città tra le più antiche del Libano, iscritta nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco. Una storia iniziata oltre 8900 anni fa i cui protagonisti sono navigatori e mercanti, re e faraoni. Da scoprire in esclusiva: le ultime scoperte del porto antico e il frutto delle scoperte più recenti, che hanno messo in luce la porta sud della città e una necropoli dell’Età del Bronzo giunta, fatto eccezionale, intatta fino a noi.

    PRENOTA



Le programme est mis à jour en fonction des annonces officielles.

Si tratta di un grande programma che mette sotto i riflettori gli artisti del mondo arabo e ci permette di (ri)vedere le mostre temporanee del museo da una nuova prospettiva. In breve, è un evento da non perdere nella Notte dei Musei! Allora, ci andiamo?

Informazioni pratiche

Date e orari di apertura
Il 23 maggio 2026

× Orari di apertura approssimativi: per confermare gli orari di apertura, si prega di contattare la struttura.

    Posizione

    1 Rue des Fossés Saint-Bernard
    75005 Paris 5

    Pianificazione del percorso

    Informazioni sull'accessibilità

    Accesso
    Metro Jussieu linea 7, linea 10

    Tariffe
    Gratuito

    Sito ufficiale
    www.imarabe.org

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