Mostra Frontiera alla Cité des sciences: capire i confini nel mondo - le nostre foto

< >
Da Laurent de Sortiraparis · Foto di Laurent de Sortiraparis · Aggiornato il 14 aprile 2026 alle 16:20
La mostra Frontiera prende posto alla Cité des sciences et de l’industrie di Parigi con un percorso immersivo dedicato alle frontiere nel mondo, dal 14 aprile 2026 al 2 gennaio 2028. Pensata per il pubblico a partire dai 12 anni, si basa su dieci situazioni concrete per esplorare le dimensioni geografiche, politiche, sociali e artistiche delle linee di separazione, degli spazi di passaggio e delle tensioni contemporanee.

Una linea su una mappa, e tutto un mondo cambia prospettiva... A Parigi, la Cité des sciences et de l’industrie presenta Frontière, una mostra dedicata alle frontiere nel mondo contemporaneo, dal 14 aprile 2026 al 2 gennaio 2028. Realizzata con l’Université Grenoble-Alpes, questa mostra interroga la frontiera in tutte le sue forme — geografica, politica, digitale, marittima o simbolica — attraverso un percorso che fonde cartografia, scienze umane, creazione artistica e dispositivi interattivi. In un momento in cui le questioni di migrazione, controllo, territorio e circolazione attraversano l’attualità mondiale, Frontière offre chiavi di lettura concrete per comprendere come queste linee visibili o invisibili strutturino il nostro rapporto con il mondo.

Qui, però, la frontiera non è mai ridotta a una semplice linea di demarcazione. L’esposizione presentata alla Cité des sciences opta d’altronde per il singolare: Frontiera (senza la -s finale). Questa scelta non è affatto casuale, poiché non si tratta di stilare un catalogo esaustivo di tutte le frontiere del mondo, ma di interrogarsi su cosa sia una frontiera, cosa produca, cosa riveli e cosa trasformi nelle nostre società. Luogo di circolazione, di risorse, di smistamento delle persone, di sorveglianza dei dati, di tensioni o di coesistenza, la frontiera qui appare come una costruzione politica e geografica, mai come un’evidenza naturale.

Exposition Frontière à la Cité des sciences : comprendre les frontières dans le mondeExposition Frontière à la Cité des sciences : comprendre les frontières dans le mondeExposition Frontière à la Cité des sciences : comprendre les frontières dans le mondeExposition Frontière à la Cité des sciences : comprendre les frontières dans le monde

Fin dai primi spazi, vi invitiamo a guardare in modo diverso quelle linee che spesso si immaginano fisse. Invece, a seconda dei contesti, dei rapporti di forza e dei territori, esse si spostano, si irrobustiscono, si dematerializzano o svaniscono senza scomparire del tutto. L’esposizione intreccia così mappe, fotografie, testimonianze, installazioni artistiche, analisi scientifiche e dispositivi interattivi per far emergere tutta la complessità di questo oggetto al centro dei dibattiti contemporanei. Il percorso risponde pienamente alle domande essenziali: chi costruisce le frontiere, cosa delimita, dove si esercitano, quando si ricompongono e come influenzano concretamente le vite umane?

Dieci occasioni pratiche per riflettere sulle linee del mondo

Immaginatevi di trovarvi davanti a una frontiera: attraversarla, aggirarla, subirla, aspettarla o sorvegliarla? È proprio ciò che Frontière mette in scena attraverso dieci isolotti tematici che costituiscono il cuore della mostra. Ognuno sviluppa una realtà diversa, con la sua scenografia, i suoi supporti e le sue sfide proprie. Questo approccio frammentato permette di passare da un territorio all’altro, pur comprendendo che la frontiera può essere materiale, simbolica, marittima, digitale o umanitaria.

Fin dall'ingresso, si delimita subito il tono con un'esperienza di controllo fittizio guidata da un custode di frontiera dotato di intelligenza artificiale. Davanti a un monitor, interagite con un personaggio 3D volutamente sgradevole, pensato per far percepire l'arbitrarietà, la tensione e il disagio che certe tecnologie di controllo possono provocare. Questa sequenza iniziale instaura immediatamente un'atmosfera inquietante e chiarisce le questioni etiche e politiche legate al tema.

Exposition Frontière à la Cité des sciences : comprendre les frontières dans le mondeExposition Frontière à la Cité des sciences : comprendre les frontières dans le mondeExposition Frontière à la Cité des sciences : comprendre les frontières dans le mondeExposition Frontière à la Cité des sciences : comprendre les frontières dans le monde

Il percorso si articola poi in dieci nuclei tematici:

  • Messico – Stati Uniti, la frontiera XXL: una delle frontiere più lunghe, più attraversate e più sorvegliate al mondo viene raccontata attraverso un video-mapping proiettato su una grande maquette in rilievo. Pensato come un racconto di viaggio ispirato ai testi di Sylvain Prudhomme e messo in immagini da Jérémy Bôle du Chaumont, questo dispositivo dà corpo ai flussi umani, agli scambi economici e alle traiettorie individuali che attraversano questo territorio.
  • Venezuela – Colombia, una frontiera nelle mani delle bande : qui la frontiera non è dominata da uno Stato né da una barriera naturale, ma da gruppi armati che controllano i passaggi informali. Un murale nato dal lavoro di campo di Fernando Garlin Politis che mixa osservazione, testi poetici ed elementi grafici per raccontare la quotidianità di quest’area, arricchito dal documentario I bambini scomparsi al confine prodotto da ARTE.
  • Cyberspazio, confini invisibili: questo isolotto mostra che il digitale non sfugge alla geografia. Una mappa interattiva realizzata dall'Istituto francese di geopolitica rivela le reti di cavi terrestri e sottomarini che strutturano Internet e permette di esplorare casi concreti come la sorveglianza in Ucraina, il controllo di Internet in Iran o la resilienza della rete in Finlandia.

Exposition Frontière à la Cité des sciences : comprendre les frontières dans le mondeExposition Frontière à la Cité des sciences : comprendre les frontières dans le mondeExposition Frontière à la Cité des sciences : comprendre les frontières dans le mondeExposition Frontière à la Cité des sciences : comprendre les frontières dans le monde

  • L’Europa, un progetto di pace : qui si scopre quanto i confini europei siano costruzioni politiche in movimento. Un modulo luminoso ideato insieme al geografo Michel Foucher mette in scena il "valzer delle frontiere" su due secoli, mentre giochi di gruppo spiegano le cooperazioni transfrontaliere, la differenza tra Unione europea e Spazio Schengen, nonché la nozione di frontiere invisibili.
  • L’Europa, frontiere mortali : questo spazio ricorda il costo umano delle politiche migratorie. Una stele proietta in continuo nomi, luoghi, date e cause di morte di persone morte alle frontiere europee dal 1993. Un’inchiesta di Border Forensics dedicata a Blessing Matthew, al confine italo-francese, prosegue questa riflessione attraverso film, fotografie e oggetti.

Exposition Frontière à la Cité des sciences : comprendre les frontières dans le mondeExposition Frontière à la Cité des sciences : comprendre les frontières dans le mondeExposition Frontière à la Cité des sciences : comprendre les frontières dans le mondeExposition Frontière à la Cité des sciences : comprendre les frontières dans le monde

  • Les limites maritimes : mais où sont-elles ? : qui, la frontiera diventa giuridica, mobile e spesso invisibile. Tra gioco da tavolo sullo stretto di Malacca e schermo tattile che illustra le diverse zone marittime definite dalla Convention de Montego Bay, Quest'isolotto mostra come sovranità, commercio, circolazione e sfruttamento delle risorse si organizzano in mare.
  • Corea del Nord – Corea del Sud, la zona demilitarizzata più militarizzata del mondo : due spazi speculari riproducono ciascuno un lato della frontiera. Attraverso video, fotografie, suoni registrati e binocoli da osservazione, l’opera inedita della geografa Valérie Gelézeau fa percepire la tensione di questa divisione emblematicamente ereditata dalla Guerra Fredda.
  • Georgia – Russia, una frontiera minacciosa : questa installazione sonora e visiva si appoggia a un testo di Kéthévane Davrichewy, messa in scena dal collettivo Les chevreaux suprématistes. Il dispositivo restituisce l’incertezza, la violenza e l’instabilità che pesano sugli abitanti di questi territori segnati dalle pressioni russe intorno all’Abcasia e all’Ossétia del Sud.

Exposition Frontière à la Cité des sciences : comprendre les frontières dans le mondeExposition Frontière à la Cité des sciences : comprendre les frontières dans le mondeExposition Frontière à la Cité des sciences : comprendre les frontières dans le mondeExposition Frontière à la Cité des sciences : comprendre les frontières dans le monde

  • Camerun – Repubblica Centrafricana, gli effetti di una frontiera umanitaria : in una tenda che richiama un campo profughi, una proiezione immersiva ispirata alle ricerche del geografo Calvin Minfegue racconta la vita quotidiana delle donne sfollate a Garoua-Boulaï. Una cartografia dei campi umanitari completa questa installazione mostrando come l’emergenza talvolta si protrae nel tempo.
  • Niger – Algérie, una frontiera di sabbia : Questo spazio ripercorre le pratiche di prospezione aurifera in una regione sahariana dove l’attività è tollerata da una parte e vietata dall’altra. Un’opera video di Roland Edzard, inserita in una scenografia rocciosa, mostra come la frontiera cambi i movimenti, l’economia locale e i rischi cui sono esposte le popolazioni.

Uno sguardo interdisciplinare su un tema al centro dell’attenzione mondiale

La domanda sui confini attraversa i discorsi politici, i dibattiti pubblici e i profondi sconvolgimenti geopolitici contemporanei. Qui, viene affrontata con lucidità e senza semplificazioni. L’esposizione prende tempo per mostrare che un confine può essere al contempo linea, zona, rete, interfaccia, serratura o passaggio.

Lei guarda con lo stesso interesse alle realtà sul campo e alle rappresentazioni, dando voce ai geografi, agli artisti, alle ricercatrici e ai ricercatori, ma anche alle residenti e ai residenti di questi spazi di confine. La scenografia accompagna questa lettura, giocando su materiali grezzi che evocano i muri, gli ostacoli e la durezza dei confini, variando le forme per far emergere meglio la diversità delle situazioni. La progettazione integra anche una dimensione responsabile, con materiali durevoli e giunzioni pensate per il riutilizzo.

Il caso delle frontiere insolite

Dopo i dieci isolotti, la mostra si sofferma anche sulle strane frontiere, in un focus che merita attenzione. Presentati sotto forma di diorami, questi casi più inattesi rivelano situazioni a volte disorientanti, a volte quasi assurde, che mostrano quanto le frontiere possano generare realtà singolari.

Qui troverete, ad esempio, il Bir Tawil, territorio tra l’Egitto e il Sudan su cui nessuno Stato pretende la sovranità, l’Isola dei Fagiani tra la Francia e la Spagna, che cambia proprietario ogni sei mesi, oppure Baarle, tra il Belgio e i Paesi Bassi, celebre per il suo intrico di enclavi.

Altri esempi allargano ancora la riflessione verso le Isole Diomede, tra gli Stati Uniti e la Russia, due isole che appartengono a due paesi diversi, separate da poche decine di chilometri ma con due fusi orari molto diversi (un gap di 21 ore li separa), l’apolidia, i territori a rischio sparizione nell’arcipelago delle Tuvalu, o persino lo spazio, visto come una nuova frontiera pionieristica. Pensavate che una frontiera fosse solo una linea continua? Questo percorso mostra il contrario.

Exposition Frontière à la Cité des sciences : comprendre les frontières dans le mondeExposition Frontière à la Cité des sciences : comprendre les frontières dans le mondeExposition Frontière à la Cité des sciences : comprendre les frontières dans le mondeExposition Frontière à la Cité des sciences : comprendre les frontières dans le monde

Un'altra visione della frontiera

L’esposizione assegna inoltre uno spazio forte alle creazioni artistiche. Le fotografie di Valerio Vincenzo sulle vecchie frontiere europee diventate luoghi di circolazione, i ritratti in grande formato di Frédéric Choffat dedicati a persone messe di fronte alle frontiere mortali d’Europa, l’installazione sonora Territori del Sogno di Kristoff K.Roll o ancora i i numerosi interventi del collettivo Les chevreaux suprématistes arricchiscono il percorso di una dimensione sensibile e narrativa. Queste opere non si limitano a illustrare il discorso da lontano: allungano la riflessione in modo diverso, attraverso l’immagine, il suono, la finzione e la messa in scena.

La visita si conclude con un film di 23 minuti, pensato come un pezzo in otto atti, che collega i frammenti del percorso e rilancia le idee scoperte lungo le sale. Questo momento permette di ritrovare fiato, incrociare i punti di vista e capire meglio cosa raccontino le frontiere della nostra epoca. Forse ne uscirete con una lettura del mondo diversa, guardando queste linee non più come semplici separazioni, ma come spazi pieni di racconti, di rapporti di forza, di memorie e di proiezioni. Ci dirigiamo alla Cité des Sciences?

Questa pagina può contenere elementi assistiti da AI, maggiori informazioni qui.

Informazioni pratiche

Date e orari di apertura
Da 14 aprile 2026 a 2 gennaio 2028

× Orari di apertura approssimativi: per confermare gli orari di apertura, si prega di contattare la struttura.

    Posizione

    30 Avenue Corentin Cariou
    75019 Paris 19

    Pianificazione del percorso
    Informazioni sull'accessibilità
    Accesso
    Metro: linea 7, stazione Porte de la Villette. Autobus: linee 139, 150, 152, stazione Porte de la Villette. Tram: T3b, stazione Porte de la Villette.

    Tariffe
    Tarifs réduits : €4 - €12
    Plein tarif : €15

    Sito ufficiale
    www.cite-sciences.fr

    Prenotazioni
    Prenotate i vostri biglietti con Paris je t'aime qui

    Ulteriori informazioni
    Aperto da martedì a sabato dalle 9:15 alle 18:00, e la domenica dalle 9:15 alle 19:00.

    Previsione delle presenze
    Comments
    Affina la ricerca
    Affina la ricerca
    Affina la ricerca
    Affina la ricerca