Che cosa si nasconde in questa misteriosa boccia dalla triste storia, custodita nella cripta della Basilica di Saint-Denis?

Da Graziella de Sortiraparis · Foto di Graziella de Sortiraparis · Aggiornato il 27 dicembre 2025 alle 16:30
Sapevate che un barattolo nella cripta di Saint-Denis custodisce il cuore essiccato di un bambino re? Tra furti, analisi del DNA e secoli di peregrinazioni, scoprite la straordinaria storia della reliquia di Luigi XVII.

Una delle reliquie più commoventi e misteriose della storia di Francia. Nella cripta della Basilica di Saint-Denis, tra le tombe monumentali di re e regine, riposa un piccolo contenitore di cristallo che custodisce un cuore seccato. Per lungo tempo al centro di una controversia degna di un romanzo giallo, questo reperto appartiene a Luigi XVII, il "piccolo re" deceduto all’età di 10 anni nella prigione del Tempio. Scoprite il viaggio incredibile di questo cuore, che ha impiegato più di due secoli per raggiungere la sua ultima dimora.

Il coraggioso furto del chirurgo

La storia inizia l’8 giugno 1795. Nella triste prigione del Tempio, il giovane Luigi-Charles, figlio di Luigi XVI e Maria Antonietta, muore ufficialmente a causa della tubercolosi. Durante l’autopsia, il chirurgo Philippe-Jean Pelletan, profondamente colpito dal destino drammatico del bambino, decide di compiere un gesto audace: ruba il cuore del delfino e lo nascose in un semplice fazzoletto.

Due secoli di peregrinazioni e misteri

Inizia così un'epopea rocambolesca. Il medico conserva l’organo in un barattolo di spirito di vino (alcool) sulla sua libreria. Per due secoli, la reliquia viaggia, cambia proprietario, resiste alle rivoluzioni e arriva addirittura in Spagna prima di tornare in Francia. Nel frattempo, si diffondono voci e supposizioni: molti dubitano che il bambino sia realmente morto al Tempio, convinti che si sia evaso e sia stato rimpiazzato da un altro.

La scienza al servizio della Storia

Fu solo nell'anno 2000 che la scienza ha messo fine al mistero. I test del Dna confrontati con i capelli di Maria Antonietta confermano che il cuore appartiene effettivamente a un parente stretto della regina. Nel 2004, quell’organo minuscolo, ormai trasformato in una pietra scura e indurita, viene infine depositato ufficialmente nella necropoli reale di Saint-Denis. Oggi, si conserva ancora il unico reperto materiale del destino spezzato della branca maggiore dei Borbone, un tesoro di storia da scoprire durante una visita alla basilica.

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Informazioni pratiche

Posizione

1, Rue de la Légion d'Honneur
93200 Saint Denis

Pianificazione del percorso

Informazioni sull'accessibilità

Sito ufficiale
www.saint-denis-basilique.fr

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