Parigi, 25 settembre 1909. Sotto la gigantesca copertura del Grand Palais, i visitatori scoprono macchine che solo pochi anni prima avrebbero sembrato appartenere a un romanzo di anticipazione. Aerei a motore di Blériot, Voisin, Antoinette, Wright, Farman e Santos-Dumont convivono con motori, eliche, dirigibili e una moltitudine di invenzioni destinate a conquistare il cielo. In quel giorno viene inaugurata la Prima Esposizione internazionale della locomozione aeronautica, alla presenza del presidente della Repubblica Armand Fallières. Prevista fino al 17 ottobre, la manifestazione raduna circa 380 espositori e attira oltre 100.000 visitatori! Oggi è considerata l’antenata diretta del Salone di Le Bourget.
L'anno precedente, dal 24 al 30 dicembre 1908, al Salone dell'Automobile era già stata riservata al Grand Palais una sezione dedicata alle «cose dell'aria». Si potevano tra l'altro ammirare l'aereo di Clément Ader, la Demoiselle di Santos-Dumont e il dirigibile Ville-de-Bordeaux. Il successo di quella esposizione convinse gli organizzatori che una fiera autonoma dedicata all'aeronautica potesse ormai trovare il proprio pubblico. Tra gli uomini che portano avanti il progetto figurano André Granet, responsabile dell'organizzazione, e l'ingegnere e aviatore Robert Esnault-Pelterie, uno dei pionieri francesi del volo motorizzato. Meno di un anno dopo, dunque, l'aviazione dispone della sua grande vetrina parigina.




Il calendario conferisce a questa prima edizione una risonanza particolare. Il 25 luglio 1909, esattamente due mesi prima dell'apertura del salone, Louis Blériot ha attraversato la Manica tra Calais e Dover a bordo del suo Blériot XI. Il suo volo di una trentina di chilometri ha dimostrato in modo spettacolare che un velivolo più pesante dell'aria può superare un ostacolo naturale che separa due paesi! Qualche settimana prima, i fratelli Wright avevano anch'essi effettuato dimostrazioni molto note in Europa, mentre nell'agosto 1909 la Grande Settimana dell'aviazione della Champagne, organizzata vicino a Reims, aveva riunito i migliori piloti del momento. In pochi mesi, l'aeroplano è passato dall'esperienza tecnica osservata da pochi iniziati a un fenomeno seguito dalla stampa e dalle folle.
Il Grand Palais diventa allora la cornice di una industria ancora in fase di inventarsi. Tra gli apparecchi presentati figurano diverse produzioni Blériot, ma anche macchine Antoinette, Farman, Voisin, Wright, Breguet e Caudron. Il pubblico può esaminare anche motori Anzani, Gnome e Renault, indispensabili ai progressi rapidi delle prestazioni aeronautiche. Il contrasto è evidente tra l'eleganza monumentale della navata, costruita meno di 10 anni prima per l'Esposizione Universale del 1900, e queste strutture leggere fatte di legno, tela, cavi e metallo, di cui nessuno sa ancora esattamente fin dove potranno arrivare.




Una macchina ricorda però che il sogno di volare è molto più antico del 1909: l'Aereo III di Clément Ader. Costruito negli anni 1890 e riconoscibile per le ali ispirate a quelle di una pipistrello, l'apparecchio appartiene già alla preistoria dell'aviazione nel momento in cui viene esposto. La sua presenza tra aeromobili moderni conferisce quasi all’evento l’aspetto di una storia accelerata del volo meccanico. In una quindicina d’anni, le sperimentazioni ancora incerte di Ader hanno lasciato il posto a velivoli capaci di percorsi controllati, di battere record e, ormai, di attraversare la Manica.
La scenografia contribuisce in modo significativo all'effetto sui visitatori. André Granet progetta l'esposizione come un insieme coerente, piuttosto che come una semplice successione di stand commerciali. Gli apparecchi sono disposti sotto la ampia cupola del Grand Palais, in un allestimento volto a dare una unità spettacolare alle centinaia di espositori. La fiera non presenta del resto solo aeroplani completi: costruttori di motori, fabbricanti di accessori, inventori e fornitori dimostrano che intorno alle imprese dei piloti si sta già strutturando un intero settore industriale aeronautico!




Fin dai primi voli motorizzati all'inizio del secolo, l'aviazione è soprattutto raccontata attraverso i suoi pionieri e i loro record: i fratelli Wright, Santos-Dumont, Farman, Blériot o Delagrange. Il salone parigino rivela una realtà diversa: dietro al pilota compaiono d'ora in poi il costruttore, il motorista, l'ingegnere, il fabbricante di eliche, l'investitore e il cliente potenziale. L'aereo diventa un oggetto da perfezionare, da produrre, da esporre e da vendere. Il vocabolario resta lui stesso incerto: si parla ancora di "locomozione aerea", come se questo nuovo modo di muoversi stesse ancora cercando un nome.
Il successo della mostra conferma rapidamente che l'appuntamento può diventare regolare. Una seconda Esposizione della locomozione aerea è organizzata al Grand Palais nel 1910, poi seguono altre edizioni prima della Prima Guerra Mondiale. Dopo l'interruzione provocata dal conflitto, la rassegna riprende nel 1919 e accompagna per diverse decadi le trasformazioni dell'aviazione, ormai diventata civile, commerciale e militare. Il Grand Palais resta a lungo associato a questa storia: gli apparecchi devono a volte essere smontati per poter entrare nell'edificio, prima di essere rimontati sotto la sua vetrata!




Man mano che gli aerei crescono e l'aeronautica cambia scala, il contesto parigino finisce per diventare troppo stretto. A partire dal 1949, la fiera utilizza l'aeroporto di Orly per le presentazioni in volo, mentre le esposizioni statiche restano ancora per un po' al Grand Palais. Nel 1953, la manifestazione si trasferisce definitivamente all'aeroporto del Bourget, a nord di Parigi. È lì che si svilupperà l'appuntamento mondiale oggi noto come Salone internazionale dell'aeronautica e dello spazio di Parigi-Le Bourget.
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Date e orari di apertura
Il 25 settembre 2026
Posizione
Grand Palais
3 Avenue du Général Eisenhower
75008 Paris 8
Pianificazione del percorso
Informazioni sull'accessibilità
Accesso
M° Champs-Elysées Clemenceau



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