Il 2 novembre 1979 alle 15:15, una BMW lascia il 35 rue Belliard, nel 18e arrondissement di Parigi. Al volante c'è Jacques Mesrine, 42 anni, accompagnato dalla sua compagna Sylvie Jeanjacquot. La coppia sembra partire per un fine settimana. Da diversi giorni però la polizia sa dove si nasconde l'uomo più ricercato della Francia e controlla i suoi movimenti. Pochi minuti più tardi, alla porte de Clignancourt, un camion e diversi veicoli civili chiudono la trappola.
L’operazione coinvolge una quarantina di poliziotti della Brigata di ricerca e intervento (BRI), guidata dal commissario Robert Broussard, insieme agli uomini dell’Ufficio centrale per la repressione del banditismo. La BMW è bloccata al centro dell’incrocio. Agenti nascosti sul retro di un camion coperto aprono il fuoco. Mesrine è mortalmente ferito; Sylvie Jeanjacquot, gravemente ferita, sopravvive. I giornalisti giunti sul posto constata numerosi fori sul parabrezza e sulla carrozzeria.




Quando Jacques Mesrine cade a Clignancourt, la sua fama va ben oltre i normali fatti di cronaca. Rapine, prese d’ostaggio, fughe spettacolari e interviste clandestine hanno fatto di lui uno dei criminali più mediatici degli Anni Settanta.
L'8 maggio 1978 fuggì dalla prigione de la Santé, dove stava scontando una pena di 20 anni di reclusione per reati comuni. Armato con due altri detenuti, aveva oltrepassato la recinzione della prigione usando una scala trovata in un cortile in fase di lavori. Uno dei tre uomini, Carman Rive, era stato ucciso durante la fuga; Mesrine e François Besse erano riusciti a sparire.




Inizia allora una fuga particolarmente seguita dalla stampa. Mesrine compie diverse rapine a mano armata, partecipa alla rapina del casino di Deauville e concede interviste clandestine a dei giornalisti. A giugno 1979, rapisce l’imprenditore Henri Lelièvre, liberato dopo il pagamento di un riscatto di 6 milioni di franchi. Qualche settimana dopo, lo rapisce e lo ferisce gravemente, il giornalista Jacques Tillier, che egli accusa di aver scritto contro di lui.
Jacques Mesrine alimenta lui stesso questa mediaticità. Detenuto, ha pubblicato L’istinto di morte, narrazione autobiografica in cui già modella la propria figura. La sua capacità di cambiare aspetto, di provocare pubblicamente la polizia e di raccontare lui stesso i suoi crimini contribuisce a costruire la leggenda dell’“uomo dai mille volti”.




Le condizioni esatte in cui la polizia aprì il fuoco divennero quasi subito l’oggetto principale di polemica. Già la sera del 2 novembre, Maurice Bouvier, direttore centrale della polizia giudiziaria, dichiarò che i suoi uomini non potevano rischiare di lasciare che Mesrine sfruttasse le due granate presenti sull’auto.
Le testimonianze raccolte all’epoca non sono però tutte concordi. Le Monde riporta allora che diversi testimoni hanno visto i colpi iniziare non appena la BMW è stata immobilizzata. Dei poliziotti sosterranno invece di aver gridato «Polizia!» prima di sparare, dopo aver visto Mesrine compiere un movimento che avevano interpretato come un tentativo di impadronirsi di un’arma.




La presenza di armi nel veicolo non è in discussione. Due granate sono state rinvenute ai piedi del guidatore. Le versioni emerse nel corso delle indagini divergono soprattutto sulla posizione esatta della sua pistola e sul gesto compiuto nei secondi precedenti agli spari. Quella frazione di secondo alimenterà per decenni il processo giudiziario.
13 giorni dopo i fatti, la famiglia di Jacques Mesrine presenta una denuncia contro ignoti per omicidio, ritenendo che sia stato volutamente eliminato invece di essere fermato. Il caso registra innumerevoli sviluppi e passa di mano in mano tra una decina di giudici. Una vera istruttoria non inizia che nel 2000, permettendo tra l’altro di ascoltare gli agenti di polizia che hanno direttamente partecipato agli spari.




Nel 2004, il giudice istruttore concluse infine per un non luogo a procedere, ritenendo che gli agenti avessero agito in stato di legittima difesa. La Corte d’Appello di Parigi confermò tale decisione nel dicembre 2005, affermando che le forze dell’ordine potessero ragionevolmente ritenersi in una situazione di pericolo imminente.
La morte di Jacques Mesrine resta però strettamente legata alla leggenda che si è costruita attorno a lui. Film, libri e documentari hanno da allora moltiplicato i racconti su colui che aveva già compreso appieno la forza mediatica della propria immagine.
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Date e orari di apertura
Il 2 novembre 2026
Posizione
Porta di Clignancourt
Porte de Clignancourt
75018 Paris 18
Pianificazione del percorso



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