Al Palais de Tokyo, Cheryl Marie Wade esplora la cultura crip e la poesia impegnata - le nostre foto

Da Laurent de Sortiraparis · Foto di Laurent de Sortiraparis · Aggiornato il 3 aprile 2026 alle 21:16
Il Palais de Tokyo, a Parigi, presenta una mostra collettiva intorno alle poesie di Cheryl Marie Wade dal 3 aprile al 13 settembre 2026. Dedicata a questa figura della scena crip di Berkeley, il percorso espositivo riunisce archivi, performance e installazioni per far emergere una parola al tempo stesso poetica, militante e legata alla storia della disabilità.

A Parigi, le Palais de Tokyo presenta una mostra collettiva dedicata a Cheryl Marie Wade dal 3 aprile al 13 settembre 2026. Dedicata a questa poetessa e figura di spicco della scena crip di Berkeley, il percorso propone una fusione di archivi, performance e installazioni contemporanee. Un modo per restituire spazio a una voce artistica dove si intrecciano poesia, impegno e memoria della disabilità.

Utilisant un matériau documentaire resté inédit pendant plus de vingt ans, cette exposition offre une plongée dans l’univers littéraire et performatif de Cheryl Marie Wade, artiste californienne en situation de handicap, encore peu connue du grand public français. Le projet s’appuie sur des images tournées en 2000 par Diane Maroger, réalisatrice et militante, initialement destinées à une diffusion sur France 3.

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Poiché il progetto non è mai stato realizzato, il patrimonio documentario raccolto a Berkeley all’inizio degli anni 2000 rappresenta oggi la principale fonte di questa mostra. La mostra mette in relazione queste archivi visivi con una selezione di opere contemporanee che affrontano temi come la disabilità, le cure e la poesia impegnata.

Un viaggio artistico alla scoperta della cultura crip

Attraverso una serie di video, testi, installazioni e letture, la mostra si propone di reinserire il disabile come esperienza vissuta nello spazio artistico. I poemi di Cheryl Marie Wade, inizialmente ascoltati in gruppi di supporto femminili e poi diffusi pubblicamente attraverso one-woman-show o in formato VHS, affrontano temi come la sessualità, il dolore fisico, la precarietà e la memoria corporea. Soprannominata The Queen-Mother of Gnarly, l’artista rivendicava l’uso del termine "crip" – derivato dal termine dispregiativo "cripple" – come strumento di riappropriazione dell’identità, all’interno di una comunità militante emergente negli anni ’80 a Berkeley.

Il Palais de Tokyo offre così una lettura trasversale di questa scena artistica, coinvolgendo artisti contemporanei che mantengono un legame, diretto o simbolico, con le tematiche sollevate dalla comunità crip americana. Le sequenze tratte dagli archivi vengono presentate nello spazio espositivo sotto forma di frammenti narrativi, come tentativi di costruire una narrazione collettiva sul tema della disabilità, creata direttamente dalle persone coinvolte.

Una memoria che torna visibile e udibile

Pocchi sono gli elementi dell’opera di Cheryl Marie Wade che finora sono stati pubblicati o tradotti in italiano. Le sue carte in archivio, conservate presso l’Università di Berkeley, sono ancora in gran parte inesplorate. Questa mancanza di diffusione contrasta con l’influenza che i suoi testi e le sue performance hanno esercitato nei primi lavori degli Studi sulla Disabilità negli Stati Uniti. Il progetto presentato al Palazzo delle Esposizioni si propone di colmare questa lacuna attraverso uno spazio di ascolto, lettura e riflessione, collegato al dibattito attuale sul care, sulla salute mentale e sulle diverse forme di auto-rappresentazione.

Parallelamente all’esposizione, si terrà al Palais de Tokyo un festival di poesia e performance dedicato alla scena crip francofona. Questo festival performativo offrirà al pubblico l’opportunità di conoscere artisti che, a modo loro, esplorano come la disabilità possa diventare un mezzo di espressione artistica, di critica sociale o di ridefinizione degli standard estetici.

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Un progetto dalle molteplici interpretazioni

Il lavoro di Diane Maroger, sviluppato nel corso di diversi anni a Berkeley, rappresenta uno spunto originale per riflettere sul modo in cui le esperienze marginalizzate vengono trasmesse nelle istituzioni culturali. Le immagini girate, le poesie raccolte e i testimonianze registrate ricostruiscono un panorama complesso, nel quale si intrecciano vissuti personali, attivismo e creazione artistica. Tutti questi elementi dialogano con le opere contemporanee in mostra, tessendo un intreccio di risonanze visive e discorsive.

Attraverso l’articolazione di documenti d’archivio inediti, opere di artisti contemporanei e un programma vivace, Palais de Tokyo si trasforma in un luogo di scambio di know-how e narrazioni, affrontando questioni artistiche, sociali e politiche ancora poco esplorate nelle mostre in Francia. Questa iniziativa collettiva apre nuove prospettive di ricerca e di narrazione future, incentrate sulla cultura crip e sulle espressioni artistiche da essa generate.

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Informazioni pratiche

Date e orari di apertura
Da 3 aprile 2026 a 13 settembre 2026

× Orari di apertura approssimativi: per confermare gli orari di apertura, si prega di contattare la struttura.

    Posizione

    13, avenue du président Wilson
    75116 Paris 16

    Pianificazione del percorso

    Accesso
    Linea 9 della metropolitana, stazione "Iéna" o "Alma-Marceau

    Tariffe
    Tarif réduit : €9
    Plein tarif : €13

    Sito ufficiale
    palaisdetokyo.com

    Ulteriori informazioni
    Aperto tutti i giorni, tranne il martedì, dalle 12 alle 22.

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