Alluvione della Senna a Parigi nel 1910: 10 fatti sorprendenti sulla più grave alluvione della storia

Da My de Sortiraparis · Aggiornato il 19 febbraio 2026 alle 11:40
In gennaio 1910, la Senna uscì dagli argini, sommergendo Parigi per diverse settimane. Una catastrofe senza precedenti che coinvolse 200.000 cittadini parigini. Potrebbe ripetersi? Vi raccontiamo tutto su questa disastrosa inondazione che ha segnato la storia della capitale.

Sapevate che l’innalzamento delle acque della Senna in gennaio 1910 è considerato uno dei meno fortunati capitoli nella storia di Parigi? Questo episodio, comunemente soprannominato la alluvione centenaria, non solo sommerse metà della capitale, ma lasciò anche un segno indelebile nel patrimonio storico parigino. Esploriamo insieme la vicenda di questa alluvione che ancora oggi rimane impressa nei ricordi collettivi.

Nel gennaio di quell’anno, il fiume raggiungeva 8,62 metri al pont d’Austerlitz, trasformando la capitale in un vero e proprio lago interno. A più di un secolo di distanza, mentre la Senna supera di nuovo i 3,50 metri nel febbraio 2026 e le strade sul lungofiume sono chiuse a Parigi, la storia ci invita a guardare indietro per comprendere meglio cosa ci potrebbe riservare il futuro.

Quell’inverno, le condizioni meteorologiche sono state particolarmente avverse: piogge copiose e temperature glaciali che hanno solidificato il terreno, rendendolo impermeabile. L’acqua, invece di filtrare nel suolo, scorre sulla superficie e alimenta i fiumi. I tributari della Senna—Yonne, Loing, Grand Morin e Marna—carichi di precipitazioni, riversano innumerevoli volumi nel fiume principale. La posizione geografica di Parigi, una sorta di conca naturale, complica ulteriormente la situazione. E spesso si dimentica che anche il rete fognaria, recentemente rinnovata, contribuisce a diffondere l’acqua in tutta la città, come un enorme sistema di vasi comunicanti.

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Séeberger Frères, photographe

I 10 eventi più significativi della grande inondazione del 1910

  1. Il 20 gennaio 1910 si registra l'inizio dell'alluvione. Parigi, in quel periodo, è la grande porto della Francia, attraversando una fase di grande modernizzazione: elettrificazione, espansione della metropolitana, le prime automobili. Nonostante una forte inondazione nel 1876, nessuno si preoccupa davvero, convinto che il progresso possa prevenire simili disastri. È questa fiducia nel progresso che rende la catastrofe di quell'evento ancora più improvvisa e devastante.

  2. Il zaanimo del ponte dell'Alma dà l'allarme. Quella mattina, i parigini scoprono la celebre statua del zouave del ponte dell'Alma sommersa fino ai piedi. La navigazione sulla Senna viene immediatamente vietata. Il messaggio è chiaro: la crisi è alle porte.

  3. Il 26 gennaio, i moli sono sommersi dall'acqua. Il livello dell’acqua si avvicina ai 7,51 metri. Luoghi simbolici come la stazione Saint-Lazare e il boulevard Haussmann si trovano completamente allagati. Parigi inizia a sembrare una città di canali.

  4. Il 28 gennaio si raggiunge il picco: 8,62 metri. È il record assoluto, mai battuto fino ad oggi. Per fare un confronto, la piena del 2018 si era fermata a 5,84 metri. Alcuni quartieri del 7°, 13°, 15° e 16° arrondissement si trovano sott'acqua tra 1,50 e 2 metri.

  5. La metropolitana è invasa. La rete, appena inaugurata una decina di anni prima, non è ancora completamente a tenuta. Diverse linee si riempiono d’acqua, i tunnel si trasformano in gallerie sommerse. La riapertura al pubblico richiederà diverse settimane dopo il calo del livello delle acque. Un episodio che ricorda stranamente le attuali disagi sulla rete RER e metropolitana durante i periodi di piena.

  6. Parigi si sposta in barca. In molti quartieri, le strade sono utilizzabili come corsie d’acqua. Immagini sorprendenti ritraggono cittadini su canoe davanti a edifici in stile haussmanniano. Deputati arrivano all’Assemblea nazionale in barca. Consegne, medici, vigili del fuoco: tutti remano per muoversi in questa città fantasma.

  7. La Torre Eiffel è circondata dall'acqua. Il Champ-de-Mars sembra una baia tranquilla, e la Dame di Ferro, appena ventenne, emerge dalle acque come un'isola di metallo. Questa immagine fa il giro del mondo. I vari scatti sono disponibili negli archivi della BnF su Gallica e nelle collezioni di I Musei di Parigi.

  8. 200 000 Parisiens frappés par la crise, avec 40 kilomètres de voies urbaines submergés. Des familles entières cherchent refuge chez des voisins des étages supérieurs. Le Palais de Justice, ainsi que ses archives précieuses, sont engloutis par les eaux. Le Jardin d'Acclimatation et la gare d'Orsay disparaissent sous la montée des eaux. Et pour aggraver la situation, une girafe du Jardin des Plantes succombe à une pneumonie, victime de l’humidité envahissante.

  9. Le falde acquifere svolgono un ruolo poco conosciuto. Vie situate a diverse centinaia di metri dal fiume si inondano dall’interno, anche se la Senna non ha ancora raggiunto il limite di piena nelle zone vicine. L’acqua risale attraverso cantine, tubature e fogne. La chiusura dello stabilimento della Société urbaine d’air comprimé provoca persino il blocco degli orologi pubblici e degli ascensori. È questa il meccanismo che oggi monitorano Météo-France e il BRGM nei loro strumenti di previsione.

  10. I danni sono immensi e la solidarietà straordinaria. I danni sono stimati a oltre 400 milioni di franchi d'oro, equivalenti a circa 1,5 miliardi di euro attuali secondo alcune stime, e si aggirano a decine di miliardi se si considera anche il valore delle infrastrutture moderne. Nonostante ci siano state solo 5 vittime dirette, le ripercussioni sulla salute pubblica sono pesanti: i casi di tifo e scarlattina si moltiplicano. Tuttavia, la catastrofe mette in evidenza anche un esempio notevole di solidarietà: la Croce Rossa, la Ligue des Femmes Françaises e molte altre associazioni distribuiscono zuppiere popolari, viveri, carbone e indumenti. La Senna torna al suo corso normale soltanto il 15 marzo 1910, quasi due mesi dopo l'inizio dell'inondazione.

I fiumi Yonne, Loing, Grand Morin e Marna, gonfiati dalle piogge incessanti, riversano acque impetuose nella Senna, causando un innalzamento record dei livelli. Il 26 gennaio, il livello ha sfiorato i 7,51 metri, sommergendo le banchine e trasformando luoghi simbolici come la stazione Saint-Lazare e il Boulevard Haussmann in estensioni d’acqua. Il 28 gennaio si raggiunge il picco dell’alluvione, con un livello d’acqua che arriva a 8,62 metri, rivoluzionando la quotidianità dei parigini, che si sono trovati a muoversi in città a bordo di barche.

Il giorno successivo, sebbene la pioggia cessasse e la Senna iniziasse lentamente a ritirarsi, le effetti furono catastrofici: 40 chilometri di vie urbane furono invase dall’acqua, coinvolgendo 12 quartieri e danneggiando 200.000 edifici. Numerosi monumenti, tra cui il Palais de Justice e i suoi preziosi archivi, furono sommersi. I danni materiali superano i 400 milioni di franchi oro, equivalenti a circa 1,6 miliardi di euro odierni. Gli sforzi di restauro e di rafforzamento delle strutture colpite furono enormi. Questo evento lasciò un segno profondo nella società, dominando le discussioni e il mercato delle cartoline in Francia fino al 1913. Nella parte sottostante, si può ammirare la stazione d’Orsay e il Giardino dell’Acclimatazione, entrambi sommerse dall’acqua.

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L’alluvione si sta gradualmente ritirando dopo il 30 gennaio, ma sarà necessario attendere fino al 15 marzo affinché la Senna torni al suo curso abituale e la vita possa riprendere il suo ritmo normale. Questa calamità naturale ha lasciato un pesante eredità: circa 1,5 miliardi di euro di danni, 5 vittime e la perdita tragica di una giraffa del Jardin des Plantes, deceduta di polmonite, senza dimenticare l’impatto sulla salute pubblica, con casi di tifo e scarlattina. Questo doloroso episodio evidenzia la vulnerabilità di Parigi, nonostante il suo ruolo di grande metropoli portuale in piena fase di modernizzazione.

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Préfecture de Police

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Le recenti alluvioni hanno anche messo in evidenza la fragilità delle infrastrutture di Parigi. I reti fognarie, recentemente rinnovate, non sono riuscite a reggere l'ondata d'acqua, accelerando la diffusione dell'emergenza. Inoltre, il blocco dello stabilimento della Società Urbana dell'aria compressa ha causato l'arresto delle orologi pubblici e degli ascensori, aumentando il caos generale.

Le conseguenze economiche furono disastrose. Librerie e case editrici, in particolare, pagarono un prezzo molto alto, perdendo interi stock di libri. La fase di smaltimento, protrattasi per diverse settimane, lasciò dietro di sé un paesaggio di devastazione, con strade皆 fradice di fango, edifici danneggiati e un’economia da ricostruire. Quartieri interi sommersi, infrastrutture cruciali compromesse e un’economia locale profondamente colpita. Immagini d’epoca mostrano deputati imbarcati in barca per recarsi all’Assemblea Nazionale e il famigerato "Zouave" del ponte dell’Alma, simbolo delle alluvioni di Parigi, con le spalle sommerse dall’acqua. La navigazione sulla Senna fu interrotta, molte fabbriche di importanza strategica furono costrette alla chiusura, e l’innalzamento delle acque determinò la sospensione di servizi essenziali, come gli orologi pubblici e gli ascensori, aggravando il caos in città.

 

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J. Hauser, editeur

Questall alluvione storica ha rappresentato anche unmomento di grande solidarietà. Organizzazioni come la Croce Rossa, la Lega delle Donne Francesi e persino i Camelots du Roi si sono unite nella risposta, distribuendo zuppe popolari, viveri, carbone e abiti di fronte alla calamità.

Nonostante i ingenti danni causati, l’alluvione del 1910 non si rivelò particolarmente mortale. Tuttavia, lasciò dietro di sé un pesante peso economico e un ricordo indelebile nella memoria dei parigini. Questa inondazione centenaria resta una testimonianza della potenza della natura di fronte ai progressi umani e un monito sull’importanza di prevedere e prepararsi a eventi simili. Ancora oggi, ci confrontiamo regolarmente con straripi della Senna.

È possibile che Parigi possa nuovamente attraversare un'alluvione di questa portata?

La risposta è sì, e le autorità ne sono ben consapevoli. La città è cambiata profondamente dal 1910: il cemento ha impermeabilizzato il suolo, la popolazione è triplicata e le infrastrutture sotterranee sono diventate molto più estese e complesse. Uno scenario analogo oggi paralizzerebbe non solo Parigi, ma tutta la regione dell’Île-de-France, con conseguenze disastrous sui trasporti, gli ospedali e le arterie principali. La prefettura di Île-de-France mantiene attivo un sistema di monitoraggio permanente sul bacino della Senna per anticipare eventi di questo tipo. L’alluvione del 1910 non è soltanto una pagina di storia: è un monito scolpito nella memoria di Parigi, visibile anche sulle facciate di alcuni edifici del 15° arrondissement, ancora segnate dal livello raggiunto dalle acque proprio in quel gennaio. Vi invitiamo inoltre a scoprire la storia della Fontana di Mars nel 7°, uno dei testimoni silenziosi di quell’alluvione storica.

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Fonti :
Pawlowski, Auguste. Le piene della Senna (Vita – XX secolo)
Wikipedia : la piena del 1910
Foto : Paris Musées

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Gratuito

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