Perché la neve causa così tanti disagi nel trasporto pubblico a Parigi e in Île-de-France?

Da Rizhlaine de Sortiraparis · Foto di Caroline de Sortiraparis · Aggiornato il 6 gennaio 2026 alle 14:10
Qualche fiocco di neve, e scoppia il caos! Quasi ogni inverno, i pendolari della regione parigina si trovano intrappolati nelle stazioni, sui binari o nelle linee di autobus ferme. Perché Parigi, di solito ben collegata, si dimostra così fragile di fronte alla neve? E come fanno città come Oslo o Stoccolma a mantenere i trasporti in movimento, anche durante inverni molto più rigidi?

È una frustrazione ben nota agli utenti: basta qualche centimetro di neve perché i trasporti nell’Île-de-France comincino a saltare. Bus fermi, RER rallentato, treni soppressi… Mentre Parigi si blocca, alcune grandi città del Nord Europa sembrano invece gestire le stesse condizioni con sorprendente efficienza. Ma perché qui, invece, regna il caos? Questa domanda si ripresenta ogni inverno, alimentando la frustrazione dei pendolari. La risposta risiede in un mix di fattori: clima, infrastrutture, strategie di adattamento… e forse anche in un diverso approccio culturale al rischio.

Un'infrastruttura complessa ma vulnerabile di fronte all'inverno

I servizi di autobus, tram, RER e treni suburbani devono fare i conti con i fenomeni invernali: e . Sui binari, la neve e il ghiaccio possono accumularsi, ostruendo i deviatoi, disturbando i sistemi elettrici (come le linee aeree) e compromettendo l’aderenza dei convogli. Rete ferroviaria italiana (RFI) mette in atto ogni anno “il dispositivo Grandi freddo” (da dicembre a marzo) per cercare di anticipare e ridurre questi disagi, usando macchine spazzaneve e dispositivi antifreezing per le linee di contatto

Anche se la metropoli parigina si presenta meno imbiancata rispetto ad altre regioni, il sistema di trasporti non è pensato come quelli delle grandi città nordiche. Là, la neve è parte della vita quotidiana: gli strumenti sono adeguati, il personale addestrato e i piani di emergenza integrati nella gestione normale del traffico. A Parigi, invece, episodi nevosi sono rari e imprevedibili, il che rende la loro gestione più reattiva che pianificata in anticipo.

Autobus, RER, metropolitane: non sono tutti allo stesso livello di fronte alla neve

I mezzi pubblici, come autobus e tram, sono tra i più esposti ai disagi: strade scivolose, carreggiate meno sgombre, ingorghi… In caso di intense nevicate, la RATP può sospendere la maggior parte delle linee. Nel 2018, solo il 25% degli autobus è riuscito a circolare durante una robusta nevicata.

.an RER e i Transiliens sono anch’essi interessati, soprattutto nelle tratte all’aperto. I scambi ghiacciati, le e il ghiaccio sulle condutture elettriche rallentano i servizi, a volte fino a provocare stoppie totali.

Al contrario, la metropolitana di Parigi, perlopiù sotterranea, rimane in genere inattaccata. La temperatura stabile e l’assenza di esposizione agli agenti atmosferici contribuiscono a garantire il servizio, fatta eccezione per pochi casi molto rari.

Un miglioramento lento ma concreto

Di fronte a queste vulnerabilità, gli operatori dell’Île-de-France hanno adottato misure specifiche. Da alcuni anni, La SNCF e la RATP rafforzano la loro collaborazione con Météo-France, prevedendo prontamente gli episodi di neve con piani di prevenzione e mobilitando attrezzature adeguate (spazzaneve, salature, sghiaccianti). Il piano “Grande freddo” della SNCF prevede inoltre il monitoraggio di apparecchiature sensibili come scambi e linee aeree.

Inoltre, nell’ambito della strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, vengono realizzati studi per rafforzare la resilienza delle reti di trasporto di fronte agli eventi climatici estremi, come il freddo e la neve. Queste iniziative rientrano in una visione a lungo termine, ma dimostrano anche una volontà di evoluzione.

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