Accanto a Saint-Ambroise si trova un locale imprevedibile che cambia faccia in base alle vibrazioni del momento. Una sera si va lì per trovare un’atmosfera intima, soffusa e rilassata, dove le chiacchiere tranquille si fondono con la playlist chill che regna nel locale. Il giorno dopo è festa: non si sa bene come sia cominciato, ma ecco che una pista da ballo improvvisata trascina gli ospiti nel ballo.
Benvenuti al Dirty Lemon, un locale che unisce lo spirito conviviale dei gioielli di quartiere, la raffinatezza delle osterie gourmet e l’imprevedibilità dei terzi-luoghi. Dietro questa pagina si cela Ruba Khoury, una chef appassionata di gastronomia fin dalla più tenera età, che vede nella cucina un linguaggio d’amore e di gentilezza. Qui ha voluto creare un luogo che le somigliasse: nasce così un indirizzo dai sapori raffinati, dallo spirito accogliente e ricco di sorprese.
Si viene sia per mangiare che per brindare: l’indirizzo è flessibile. La condizione? Essere pronti a lasciare spazio alla spontaneità e a seguire lo spirito della scoperta degli avventurieri culinari. In altre parole, se siete restii a provare creazioni fuori dai sentieri battuti e preferite la comodità dei classici, passerete vicino a uno dei grandi punti di forza di questo locale.
Qui si scopre un menu progettato con grande raffinatezza e, cosa piuttosto rara per questo tipo di locale, la cucina resta aperta fino a tarda notte. Al Dirty Lemon, non si ordinano piatti singoli ma si condividono piatti da tapas. Per chi preferisce prendere tapas a parte, consigliamo due o tre piatti in base al vostro appetito. Il fatto che la cucina resti aperta anche molto tardi permette di ordinare man mano durante la serata, se avete voglia di bere. Non bisogna pensare a questo indirizzo come a un ristorante classico, ma piuttosto come una cantina dove gustare un aperitivo gourmet.
Sul fronte tapas, Ruba mette la gastronomia palestinese al centro della scena, tributando le proprie origini. Tra le proposte spicca, in particolare, un hummus estremamente vellutato, arricchito da carne macinata e melanzane. E, come spesso accade qui, l’inaspettato è di casa: durante la visita potreste imbattervi in un menù speciale a quattro mani o nella carta temporanea di uno/a chef in residenza. È così che abbiamo potuto assaggiare la cucina del chef Ibrahim Kattan, anch’egli palestinese, che propone piatti creativi, accesi e ispirati al mondo intero, tra cui un cavolo carbonizzato arricchito da un binomio di miso bianco, tahini e peperoncino, e porri bruciati serviti su una muhamara al peperone rosso decisamente speziata.
Per quanto riguarda i dolci, abbiamo potuto assaggiare una pavlova all'olio d'oliva, crema al limone e origano fresco, una creazione che avrebbe fatto gola agli amanti della torta al limone meringata: le note agrumate e lo zucchero della meringa si bilanciano, mentre l'olio, dal colore verdiccio, conferisce al piatto una nota di carattere.
Nelle piatti come nei bicchieri e fino al dessert, si respira la stessa rigore. E per spirito di sfida, Ruba Khoury ha infatti deciso di partecipare alla stagione 9 di Top Chef nel Medio Oriente. " Non c'è nessuno che possa essere più duro con me di quanto non lo sia io." ci confiderà. Lei partirà con la curiosità di scoprire fino a dove potrà arrivare. Ne uscirà vittoriosa.
Diciamo addio ai classici mojito o Moscow Mule: sul fronte cocktail, il Dirty Lemon si allinea alla tradizione di indirizzi come Copperbay o l'Arbane, due locali noti per creazioni allo stesso tempo originali e precise nella realizzazione. Un team di mixologist appassionati sfida l’audacia proponendo cocktail signature e stagionali, dalle composizioni sorprendenti che talvolta evocano immagini ed emozioni. Ne è prova il "Cigarette after s*x" con note fumé, speziate, un pizzico vanigliate che nell’insieme evocano in modo sorprendentemente preciso questa sensualità che incarna, con una ricetta che comprende mezcal, skinos dark, ers sous e sciroppo al papiro d'Armenia.
Il "Morning After", a base di tsipouro alla coriandolo infuso nello yogurt greco, cordial di pico de Gallo, lime e bitter di sedano, ci regalerà una freschezza acida e briosa. Più goloso, il Top Me è un cocktail da gustare tanto quanto da sorseggiare, come lo descriverà Pauline, una delle mixologiste firma della carta. Composto da bourbon, olio di banana, chiodi di garofano e cannella, mousse di tahini e miele e bitter al tabacco turco, può essere gustato sia a cucchiaiate sia mescolato... o magari entrambi.
Il Dirty Lemon pulsa anche al ritmo degli eventi, senza una programmazione fissa. Un giorno una galleria d’arte effimera, il giorno dopo un dj set, una sera, entrambi contemporaneamente. «Di solito dico sì quando mi viene proposto, tranne quando va contro i miei principi» afferma Ruba, e forse è proprio questa spontaneità a rendere questo indirizzo un luogo che vive nel presente con uno spirito positivo.
Bisogna quindi recarsi al Dirty Lemon con la mente aperta: è raro avere la certezza di trovare la stessa atmosfera di sempre. L’inizio settimana è spesso più tranquillo, mentre avvicinandosi al week-end conviene prenotare tavoli da quattro persone o più. Per gli eventi, bisogna consultare la pagina Instagram per capire cosa bolle in pentola. L’indirizzo è piuttosto raccolto, ma dispone di uno spazio privato nella sala segreta. D’altronde, il Dirty Lemon sta per aprire entro settembre il suo club nascosto al piano sotterraneo, in questa cantina a volta. Un affare da non perdere dunque!
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Date e orari di apertura
Da 12 maggio 2026 a 31 dicembre 2027
Posizione
Limone sporco
24 Rue de la Folie Méricourt
75011 Paris 11
Accesso
Metropolitana Saint-Ambroise (linea 9)
Sito ufficiale
www.dirtylemonbar.com







































