Nel 9º arrondissement di Parigi, in via Claude Rodier, Double Impact si è insediato discretamente nel quartiere senza far clamore. Qui niente insegne luminose maestose, niente promesse altisonanti: solo una tavola intima dove il chef Etienne Dupuy e il suo socio Mickael Robinault raccontano, a due voci, una storia che li rappresenta. Due Bretoni partiti per esplorare il mondo, tornati a Parigi con bagagli pieni di ricordi gustativi. Il risultato sono menu degustazione da 5 o 7 tempi, pensati come un libro da sfogliare pagina dopo pagina.
L'indirizzo è strategico, a pochi passi da Anvers e dal Sacré-Cœur, in un angolo del IX che respira un po’ meglio delle vie turistiche circostanti. L’arredamento interno gioca la carta industrial chic: materiali grezzi, linee pulite, luci calde e soffuse. Si sta bene, in questa sala che non pretende di esagerare.
Dietro Double Impact ci sono due amici di vecchia data, uniti dai tempi della scuola alberghiera: Étienne Dupuy, a capo della cucina, e Mickaël Robinault, che comanda in sala con la stessa esigenza. Una complicità di due decenni che si sente non appena si varca la soglia. Lo chef, di origine bretone, ha modellato la sua visione viaggiando per il mondo: formato sotto la guida di Georges Blanc e Yannick Alléno, ha anche passato le cucine di Alinea a Chicago e del mitico Noma a Copenaghen, due riferimenti a livello mondiale. Tante esperienze che hanno alimentato una cucina costruita attorno al contrasto: fermentazione, cottura lenta, brace, sughi ridotti e maturazione vanno a interpellare i prodotti francesi di stagione con una precisione quasi ossessiva. "Il contrasto è il nostro linguaggio: dove due forze si incontrano, si scontrano, poi si accordano. Nel piatto come in sala, genera tensione ed equilibrio, sorpresa e armonia", raccontano i due fondatori. Una filosofia che si estende anche in cantina, dove vini vivi e grandi classici coabitano con la stessa logica di dialogo.
Il menu, lui, è agli inizi e, al nostro passaggio, si intitola Capitolo 0. Dodici sequenze in tutto, dal prologo al dessert, ognuna guidata da un gesto preciso e da prodotti coltivati in filiera corta. Si inizia con piccoli assaggi che ti mettono subito nel vivo: arachidi, Sardine Bomb, una raviola di sardina il cui succo esplode in bocca accompagnato da una salsa tamago dolce, note di dragoncello e di spinaci. Si parte forte, e non cala mai.
Quello che ci conquista man mano che scorrono i piatti è l'equilibrio tra la cucina del territorio e l'apertura verso l'altrove. Un'ostrica calda con salsa al prezzemolo, al tempo stesso rotonda e croccante, acidula al punto giusto.
I piselli finemente lavorati si risvegliano bene grazie al rafano.
Un millefoglie di tre bignè al miso bianco e riduzione d'arancia, sottile e ben costruito. Le capesante scottate al carbone di legno con salsa matcha piccante e garum di manzo: una delle grandi soddisfazioni del menù.
Il porc d'Auvergne cotto al binchitan, accompagnato da una mela lavorata sotto pressione per 72 ore (vicina alla prugna), incarna bene ciò che firma la casa: un’attenzione al prodotto che non smette mai di cercare l’emozione nel piatto. Etienne, più verso il mare, e Mickael, ancorato alla terra, si ritrovano da qualche parte tra i due. È quel dialogo che gustiamo.
Dal lato delle bevande, il sommelier propone un abbinamento cibo-vino a 55 euro, costruito attorno a aziende impegnate e bottiglie poco comuni. Per gli appassionati di bevande analcoliche, abbiamo testato bei miscelati originali come Passing Clouds (0,4 %) della Muri: una preparazione a base di vino di ribes bianchi, kefir di cotogno, tè al gelsomino e kvass di asperula odorosa e geranio. Frizzante, rinfrescante, con una bella acidità e un bouquet di fiori e miele, ha davvero carattere. Non è il tipo di succo d'uva banale che si vede troppo spesso sulle tavole gastronomiche.
I dolci proseguono sulla stessa linea: un fraisier in confettura con una tuile in stile gavotte e un velo di pepe, una gelato alle mandorle con fragole al mirin, aglio nero e olio verde alle erbe, e un far breton per chiudere, con i piedi ben piantati in Bretagna. È coerente, è ben fatto, e si merita.
La nostra opinione: Double Impact si rivolge a chi vuole trascorrere una serata a tavola, non un semplice pasto. Non è il tipo di locale dove si può finire in 45 minuti tra una metro e l’altra. È un indirizzo per una bella occasione, una serata con qualcuno a cui si vuole far scoprire qualcosa di diverso. Le vostre papille gustative se ne ricorderanno, ne sono certo.
Il ristorante è aperto dal martedì al sabato, la sera dalle 19:00 alle 21:30. Si può scegliere tra un menù di 7 portate a 95 euro, con l'abbinamento piatti e vini a 55 euro, oppure un menù di 5 portate a 75€ con l'abbinamento piatti e vini a 45€. Le prenotazioni si effettuano direttamente sul sito di Double Impact, al 57 rue Claude Rodier, Parigi 9e.
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Date e orari di apertura
I prossimi giorni
Mercoledì :
da 19:00 a 21:30
Giovedì :
da 12:00 a 13:30
- da 19:00 a 21:30
Venerdì :
da 12:00 a 13:30
- da 19:00 a 21:30
Sabato :
da 19:00 a 21:30
Martedì :
da 19:00 a 21:30
Posizione
Ristorante Double Impact
57 Rue Claude Rodier
75009 Paris 9
Pianificazione del percorso
Sito ufficiale
restaurant-doubleimpact.com
Prenotazioni
www.google.com























































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